Economia e Lavoro

Green Economy: più di 510mila imprese in Italia ci hanno creduto

Alcuni dei numeri emersi dal Rapporto GreenItaly, arrivato alla quattordicesima edizione, realizzato dalla Fondazione Symbola.

di Gino Piacentini

Nel quinquennio 2018-2022, sono state più di 1 su 3 le aziende che hanno effettuato eco-investimenti. Parliamo di 510.830 imprese, pari al 35,1% del totale sul territorio nazionale. È quanto emerge dalla presentazione del rapporto “GreenItaly 2023”, promosso da Fondazione Symbola e Unioncamere, che come ogni anno hanno voluto evidenziare i numeri aggiornati della green economy italiana e gli investimenti nella sostenibilità delle imprese.

Da un punto di vista territoriale, il rapporto ha evidenziato una certa disomogeneità delle imprese che hanno effettuato investimenti green. Il Nord-Ovest si conferma l’area con maggior numero di investimenti green (600 mila nel 2022), anche se il tasso di crescita più significativo si registra al Centro (+16% tra il 2021 e il 2022, con 323 mila 590 nuovi contratti green), mentre cresce meno della media nazionale il Mezzogiorno (+11, 2%, 453 mila 620 contratti). A livello regionale, la Lombardiacontinua a distinguersi come la regione più dinamica, con oltre 421 mila contratti nel 2022. Nelle prime quattro regioni per numero di attivazioni green jobs (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio)si concentra il 52% dei nuovi contratti.

Sotto il profilo dell’occupazione, alla fine dello scorso anno le figure professionali legate alla green economy rappresentavano il 13,9% degli occupati totali, 3.222 mila unità. Nel 2022 i contratti attivati di queste figure sono stati pari a 1.816.120, il 35,1% dei contratti totali previsti nell’anno (circa 5,2 mln), con un incremento di 215.660 unità rispetto alla precedente rilevazione. Tra le aree aziendali più interessate sul totale delle attivazioni troviamo le aree progettazione e sviluppo (incidenza 87%), logistica (81,7%) e marketing e comunicazione (79,2%).

A margine della presentazione del rapporto, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola ha dichiarato: “Sono 510 mila le imprese italiane che negli ultimi cinque anni hanno investito sulla green economy e sono 3,2 milioni i greenjobs. Accelerare gli investimenti nella transizione verde e nelle energie rinnovabili aumenta la stabilità finanziaria come dimostrano gli studi della BCE e della Banca D’Italia, dà forza al made in Italy, riduce i costi a medio termine per famiglie e imprese, rafforza la nostra indipendenza energetica. Siamo una superpotenza europea dell’economia circolare e questo ci rende più competitivi e capaci di futuro”.

“GreenItaly, con i suoi numeri e le sue storie d’impresa– ha dichiarato Andrea Prete, presidente Unioncamerepone in chiara evidenza l’impegno del sistema produttivo italiano nella transizione verde. Grazie a un trend di investimenti aziendali nella direzione della sostenibilità ambientale che non si è arrestato neanche nei periodi di maggiori difficoltà – come quelli legati alla crisi pandemica e ai conflitti mondiali – da anni siamo infatti tra i paesi eco leader in Europa. Non sempre però le nostre imprese sono messe nelle condizioni di operare al loro meglio. È il caso del tema delle energie rinnovabili, fondamentali per una riduzione delle importazioni di energia del nostro Paese e per una stabilizzazione dei prezzi, la cui crescita è spesso rallentata da ostacoli burocratici: nel 2022 è stata installata una potenza da fonti rinnovabili pari a 3 GW, contro gli 11 della Germania e i 6 della Spagna, un dato lontano dal target di circa 8-9 GW all’anno da installare entro il 2030″.

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