Regioni

Le Regine Italiane della Transizione Ecologica

di Gino Piacentini

 

Trentino Alto Adige e Marche protagoniste dell’Economia Circolare e della Transizione Ecologica italiana. Questo è quanto emerge dal Rapporto Circonomia, presentato a Fano in occasione della nona edizione del Festival Circonomia, che ha classificato i risultati delle regioni italiane secondo i loro sforzi verso la sostenibilità ambientale.

 

Il rapporto, curato da Duccio Bianchi, fondatore dell’Istituto di ricerche “Ambiente Italia”, ha analizzato 25 diversi indicatori green per valutare le performance delle regioni italiane. Gli indicatori si suddividono in tre categorie:

 

  • Impatto sull’uso delle risorse: Sei indicatori che misurano l’impatto ambientale diretto delle attività economiche e civili su ambiente e clima.
  • Efficienza d’uso delle risorse: Sei indicatori che misurano l’efficienza e la produttività di uso delle risorse, generalmente considerata rispetto al Prodotto Interno Lordo a parità di potere d’acquisto.
  • Azioni di risposta e mitigazione: Tredici indicatori che misurano la capacità di risposta, sia pubblica che privata, alla crisi energetica e climatica attraverso azioni di riduzione o mitigazione degli impatti.

 

I risultati delineano un quadro chiaro: Trentino Alto Adige e Marche si ergono al vertice della classifica, seguite a distanza da Lombardia, Veneto e Toscana, mentre in fondo alla classifica troviamo le regioni del Sud, con la Puglia in ultima posizione. La forza delle regioni del Nord risiede nello sviluppo delle pratiche e delle politiche verso la circolarità, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra.

 

Il Trentino Alto Adige e le Marche sono la prova tangibile di come sia possibile coniugare il tessuto economico, con una visione lungimirante che privilegia l’uso responsabile delle risorse e la tutela dell’ambiente. Un esempio eclatante è rappresentato proprio dalle Marche, una regione tradizionalmente legata alla produzione manifatturiera, che ha saputo distinguersi per il suo impegno ecologico, ottenendo risultati positivi in ben 20 dei 25 indicatori analizzati nel rapporto. Un successo che dimostra come un’economia manifatturiera non debba necessariamente essere sinonimo di impatto ambientale negativo, ma possa anzi diventare un motore di innovazione e sostenibilità.

 

Nella disparità tra Nord e Sud messa in luca dal rapporto, appare evidente che il livello di sviluppo economico e l’efficienza nell’uso delle risorse giocano un ruolo fondamentale nella corsa verso la sostenibilità.

Presentando il Rapporto Circonomia, il direttore del Festival Roberto Della Seta ha commentato: “Dalla nostra ricerca esce un’immagine dell’Italia della transizione ecologica a chiaroscuri, con regioni all’avanguardia della conversione green e altre che arrancano. Serve uno scatto in avanti che coinvolga tutti i territori, solo così potremo essere al centro del green deal e che non solo è indispensabile per fronteggiare la crisi climatica ma è una grande occasione di innovazione tecnologica e competitività economica. Come mostrano tanti esempi concreti, ‘convertire’ all’ecologia produzioni e consumi non è soltanto necessario per l’ambiente: è anche utilissimo a rendere più moderna e competitiva l’economia, a creare lavoro, a migliorare la vita quotidiana delle persone”.

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