Politica

Energia: Misiani (Pd), da governo vergognosa retromarcia su spese difesa

“Oggi che siamo nei guai, la maggioranza si è accorta che l’obiettivo del 5% sottoscritto dal governo Meloni è ‘irrealistico’, per poi fare una penosa marcia indietro. Che cosa è successo? Ha telefonato l’ambasciatore americano? I marines hanno occupato via Bellerio? Ci spieghino…”. Lo ha detto in Aula il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale economia del Pd, nell’aula del Senato in dichiarazione di voto sulle mozioni in materia di energia. “Quello che sta accadendo nello Stretto di Hormuz – ha detto Misiani – non è una calamità imprevedibile, è la conseguenza diretta di scelte politiche: della guerra voluta da Netanyahu e sostenuta da Trump, una guerra illegale sul piano del diritto internazionale e devastante dal punto di vista economico. Di fronte a tutto questo, cosa ha fatto il governo italiano? È rimasto in silenzio, ha difeso che ci crea i problemi. Noi chiediamo invece che l’Italia si impegni, insieme agli altri Paesi europei, per un accordo di pace duraturo in Medio Oriente. La chiusura di Hormuz ha messo in luce una vulnerabilità energetica italiana che viene da lontano. Gas e petrolio coprono il 79 per cento della domanda di energia primaria in Italia. Il 75 per cento dell’energia che consumiamo è importata dall’estero. Le energie rinnovabili coprono solo il 21 per cento dei consumi finali. È questo il motivo per cui paghiamo l’elettricità molto più che nel resto d’Europa. Il 9,1 per cento delle famiglie italiane versa in condizioni di povertà energetica: è il dato più alto di sempre”. “In quasi quattro anni – ha proseguito Misiani – il Governo Meloni ha complicato lo sviluppo delle rinnovabili, ha tagliato le risorse per le Comunità Energetiche Rinnovabili, ha indebolito gli incentivi per l’efficienza energetica, non ha toccato le rendite delle grandi compagnie energetiche. Sul nucleare, tante chiacchiere e nessun piano credibile”. Sulla richiesta di flessibilità del patto europeo di stabilità, Misiani ha affermato che “non siamo pregiudizialmente contrari: le politiche di austerità in una fase di shock energetico sarebbero un errore. Ma la domanda è: flessibilità per fare cosa? Se serve a finanziare la transizione energetica e ad accelerare le rinnovabili, siamo d’accordo. Se viene chiesta per coprire le mance dell’ultima legge di bilancio prima delle elezioni, allora no grazie”. “L’Italia ha bisogno di pace, non di guerre che alzano i prezzi dell’energia – ha concluso Misiani – di rinnovabili subito, non di promesse futuribili sul nucleare, di trasparenza sui mercati energetici, non di silenzi complici verso le rendite delle grandi utilities. Su tutto questo, il Partito Democratico c’è. E ci sarà”.

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