Esteri

Macron irrita gli alleati invitando la Russia alla celebrazione del D-Day

di Giuliano Longo

La decisione della Francia di invitare la Russia a partecipare all’80esimo anniversario dello sbarco in Normandiaha alimentato le tensioni con le nazioni alleate proprio mentre i leader si preparano a riunirsi sulle spiagge della Normandia il 6 giugno.

Il mese scorso, Parigi ha colto di sorpresa i paesi occidentali quando gli organizzatori del D-Day hanno annunciato che stavano estendendo l’invito a Mosca proprio mentre la Russia sta lanciando una nuova offensiva contro l’Ucraina.

Funzionari del Regno Unito, degli Stati Uniti e di altri due alleati della Seconda Guerra Mondiale, hanno espresso preoccupazione per la mossa,sollevando domande che vanno dalla natura simbolica dell’occasione, a questioni di protocollo e domande sull’impegno diplomatico con i rappresentanti russi.

Nemmeno la Casa Bianca ha graditola mossa  pur rimettendosi alle decisioni del Governo di Parigi.

Il Regno Unitoinvece alza il tiro e fa trapelare dichiarazioni secondo le quali le mosse di Parigi sono inquietantinon solo per  l’invito ai russi  al D-Day, ma anche per aver ospitato questo mese  il presidente cinese Xi Jinpinge con l’invio  di un rappresentate francese all’insediamento del presidente russo Vladimir Putin.

Sempre fonti britanniche affermano che  Macron ha dato l’impressione di vedersi al di sopra della mischia, per risultare poi un mediatore di pace nei confronti dell’Ucraina.

In effetti  Parigi ha colto tutti di sorpresa e frustrazione  per la mancanza di comunicazione agli alleati sulla decisione. Tanto più che le celebrazioni avverranno d alto livello con la presenza ad esempio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il re Carlo d’Inghilterra e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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L’organizzatore delle commemorazioni del D-Day, Mission Libération, guidata dall’ex ambasciatore francese a Washington Philippe Etienne,ha detto il mese scorso, che i rappresentanti russi sarebbero stati invitati anche se Putin era persona non grata alla cerimonia.

Contrariamente al Cremlino, la Francia non pratica un revisionismo politico della storia”,ha affermato Mission Libération in un comunicato.

“Storicamente, la Francia ha sempre invitato i paesi le cui truppe erano sbarcate in Normandia. In passato l’invito è stato esteso anche alla Federazione Russa“, si legge nella nota.

 

Mission Libération non ha confermato quali funzionari russi fossero stati inclusi come ospiti invitati, né se la Russia avesse accettato l’invito. ,mentre l’Eliseo non ha rilasciato alcun commento.

Non è la prima volta che la Russia è presente alla cerimonia del D-Day, lo stesso Putinvi ha partecipato alle celebrazioni  60° e al 70°, avvenuti diversi mesi dopo l’annessione del territorio ucraino della Crimea  nel 2014.

Fanno eccezione al coro  di critiche le Tobias Ellwood, deputato conservatore ed ex ministro della Difesa britannico (riportate dalla pubblicazione euopea di POLITICO) che  ha difeso la mossa affermando che se la Russia non fosse stata invitata, “rischieremmo di offuscare la geopolitica di oggi con l’unità di intenti nello sconfiggere il nazismo in passato”.

Sia detto per inciso  che l’Unione Sovietica ha  perso circa 27 milioni di persone durante la Seconda Guerra Mondiale.

D’altra parte Macronha abbandonato da tempo il tentativo una conciliazione con Putin tentata nelle prime fasi della guerra in Ucraina. Negli ultimi mesi, il leader francese ha addirittura intensificato la retorica anti-russa, ventilando a febbraio la possibilità che le truppe occidentali potessero essere schierate in Ucraina.

Ma negli ultimi mesi ci sono segnali che anche Parigi abbia manifestato qualche apertura a  Mosca.

La settimana scorsa, l’ambasciatore francese in Russia Pierre Lévy  ha partecipato alla quinta inaugurazione presidenziale di Putin, mentre la maggioranza dei paesi occidentali hanno boicottato la cerimonia. .

 

Tali azioni rappresentano  “una preoccupazione”,ha detto un ministro britannico che ha voluto mantenere l’anonimato  “Dobbiamo concentrarci sull’assicurarci che [le nazioni alleate] non solo dicano le cose giuste ma facciano le cose giuste quando si tratta dell’Ucraina“, ha detto il ministro.

Né va sottovalutato il fatto che gli  atleti russi potranno gareggiare anche ai Giochi Olimpici di Parigi sotto una bandiera neutrale.

“L’invito alla Russia è un messaggio che non è stato compreso”dalle nazioni alleate, ha affermato un deputato del Partito  di Macron. “Ma non è incompatibile; possiamo essere molto duri con Putin, ma anche parlare con lui”, ha detto il deputato.

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