di Fabiana D’Eramo
“Oggi facciamo qualcosa di molto importante per Napoli, la Campania e tutto il Sud”, ha dichiarato Giorgia Meloni a Bagnoli, ex sito industriale di Napoli, simbolo dell’inquinamento ingestibile. Dopo trent’anni di attese e di “passerelle”, ora al quartiere sono stati destinati 1,2 miliardi.
Il protocollo d’intesa per la rinascita dell’area è stato firmato dal presidente del Consiglio e dal commissario straordinario di Governo al Sin Bagnoli-Coroglio, Gaetano Manfredi. Alla manifestazione erano presenti anche i ministri Raffaele Fitto e Gennaro Sangiuliano e, ovviamente, il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Non sono mancate le battute, le frecciatine, i rancori che da mesi De Luca e Meloni si scambiano con cadenza regolare. Il presidente della Regione ha risposto alla battuta della premier di due mesi fa – “sono quella stronza della Meloni” – ribattendo a quanto detto su di lei dal governatore. “Sono il civile De Luca”, ha detto lui stavolta, stringendole la mano. Ma ha raggiunto il palco con aria contrariata per la foto con gli altri rappresentanti istituzionali dell’accordo.
Nel frattempo i cittadini aspettano. Presenti alla manifestazione, hanno chiesto la rimozione della colmata e la restituzione ai cittadini del territorio di Bagnoli, dell’area balneabile e della linea di costa. Di attendere non ne possono più. Bisogna convincerli che questa sarà la volta buona. A loro Meloni dice: “Io vi capisco. Capisco le proteste. Qui sono state fatte e tradite tante promesse. Ma dico di darci la possibilità di dimostrare che le cose possono cambiare”. E a se stessa e ai suoi ricorda: “La politica deve sfidare se stessa su obiettivi difficili, non su quelli facili. E’ l’unico modo per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.”
La sfida, dunque, è trasformare un’area inquinata e abbandonata in un moderno polo turistico balneare e commerciale. “Faremo quello che va fatto”, ha assicurato la premier. “A chi pensava che questi territori fossero spacciati, che non avessero speranza, che si potessero solo mantenere nella loro condizione con l’assistenzialismo, dimostreremo a questa gente che si sbagliava di grosso.”
Grandi promesse anche da Manfredi – “Mai come oggi nessuna incertezza, oggi definiamo una road map robusta, precisa, che potrà portarci al definitivo rilancio dell’area” – e da Fitto – con “la collaborazione, il dialogo e il confronto tra le istituzioni anche le sfide più difficili possono essere affrontate e vinte.”
Gli interventi si concluderanno entro il 2031. A Bagnoli dovrebbe compiersi l’opera di risanamento più importante nell’Unione europea. Un modo per dimostrare che il Mezzogiorno ha il suo valore e il suo merito, ha continuato Meloni. Un cambio di passo rispetto al passato. Su questo, la premier, ha infatti da ridire. “Abbiamo assistito in passato al clamoroso fallimento di Bagnoli futura”, ha detto, “che avrebbe dovuto portare avanti gli interventi di riqualificazione e ha lasciato il sito incontaminato per il 93% delle aree, mantenendo immutato il disastro ambientale della colata a mare. Bagnoli futura è fallita dieci anni fa. Sono mancate le risorse.” E ricorda che “su questo sito, a fronte dei circa due miliardi e 280 milioni di euro che sono necessari a coprire il costo degli interventi di riqualificazione e di risanamento, era stata messa a disposizione la cifra di 480 milioni, cioè meno di un settimo di quanto necessario. Allora, con il decreto coesione, noi abbiamo scelto di stanziare quello che serve per coprire gli investimenti pubblici, ovvero un miliardo e 218 milioni a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, quindi fondi nazionali.”
De Luca ha voluto puntualizzare: “Non c’è bisogno di ribadirlo, quando si parla di fondi nazionali si parla di fondi nazionali già attribuiti alle regioni, quindi sono fondi di competenza regionale. Il miliardo e 200 milioni sono fondi della Regione Campania, attribuiti alla Regione il 3 agosto 2023.” E ha concluso: “C’è chi caccia i soldi e chi fa le cerimonie. Ho voluto partecipare a questa bella cerimonia essendo il principale cacciatore di soldi.”
