Dopo che l’estrema destra ha scosso l’establishment politico i partiti tradizionali hanno rieletto la 65enne Ursula von der Leyen presidente della Commissione UE, la veterana centrista che non ha nemmeno subito i colpi dei franchi tiratori.
Ma ora che le forze populiste e nazionaliste si schierano contro la corrente politica (lobby?) dominante in Europa e stanno guadagnando slancio in tutto il continente (e oltre Atlantico), Ursula non dovrebbe dormire sonni tranquilli.
Infatti entro la scadenza del suo mandato 2029, un altro presidente degli Stati Uniti di Donald Trump potrebbe essere il nuovo presidente USA, Marine Le Pen potrebbe governare la Francia e un numero qualsiasi di altri populisti potrebbe sedersi al tavolo del vertice dell’UE con l’ungherese Viktor Orbán.
Come se non bastasse dovrà vedersela con i suoi critici per il suo stile di leadership autoritario, riservato e algido. Si consulta solo con pochi consiglieri fidati tedeschi, e dorme persino nel suo ufficio.
Talora assume direttamente le questioni più serie con mosse che possono crearle problemi.
Come al tempo della pandemia quando decise di negoziare personalmente un importante contratto per un vaccino con il CEO di Pfizercon un semplice messaggio dal suo cellulare. Decisionismo che piace tanto a Giorgia Meloni, sua amica sino a quando non le ha votato contro ieri.
Fra le sue scelte autonome quella di manifestato tutto il suo sviscerato sostegno a Israeleincontrando il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, sottovalutando gli umori di numerose cancellerie europee.
A destra , ma anche fra i moderati, si scontra con coloro che criticano il suo sostegno a politiche “progressiste” come quelle volte a combattere il cambiamento climatico.
Sarà più difficile ignorare tutto questo rumore ora che la destra esercita più potere.
Altro quesito [ come se la caverebbe la ” Regina Ursula se Trump dovesse vincere la presidenza dopo il suo incondizionato assist a Biden e Zelenskyi.
Niente di drammatico, si intende, come quasi tutte le cancelleria europee, ha semplicemente eseguito ordini di scuderia d Washington e della NATO considerando Putin e la Russia, che va bombardata con missili e soldi europei, il nemico assluto. Un modelleo di diplomazia.
Ovviamente il problema, eccetto Orban e la Slovacchia riguarda tutti i leader europei, compresa Giorgia Meloni che si affretter’ a baciare la pantofola del Tycoon, che peraltro su molte questioni la pensa come lei.
Mentre i leader dell’UE si consolano con il fatto che Trump durante la ua presidenza non ha indebolito in modo significativo l’alleanza NATO, ora si stanno preparando al fatto che Trump e il suo vice Vance, daranno seguito alle loro minacce indebolendo la quasi settantenne Alleanza.
Vance è particolarmente preoccupante per l’Europa e per Ursula quando afferma che “non gliene potrebbe fregare di meno di ciò che accade in Ucraina” e minaccia di lasciare europei da soli ad affrontare la Russia.
Senza contare che “The Donald” ha preparato il terreno per un formidabile scontro economico con l’UE,annunciando la sua intenzione di imporre una tariffa del 10 percento su tutti i beni importati. Con la Cinalo scontro [ attualmente in corso grazie a Biden. Dalla serie lAmerica fa e come ha sempre fatto gli affari suoi senza consultare i fedeli alleati del Vecchi Continente..
Con gli Stati Uniti e l’Europa che potrebbero prendere strade diverse sulla politica nei confronti della Russia, s von der Leyen si potrebbe concentrare sull’unico ambito in cui Bruxelles e la Casa Bianca possono concordare. ovvero il confronto duro con la Cina. Suscitando gridolini di gioia proprio nella sua Germania che tanto del suo export deve al Dragone.
Ursula ha bisogno quindi del sostegno di un azzoppato Macron e di uno Scholz indebolito contro il blocco dei populisti di destra di varia denominazione.
I leader della destra promettono di resistere mentre lei affronta la sfida principale del suo secondo mandato: rendere disponibili ingenti somme di denaro dell’UE per reindustrializzare e riarmare l’Unione. .
Nei prossimi 5 anni ha quindi bisogno di costruire più alleanze con altri leader dell’UE se vuole resistere alle forze del populismo che potrebbe metterla alla prova anche in ambiti in cui è più debole.
Tuttavia la lobby di Bruxelles afferma che non c’è mai stata una vera alternativa a Ursula, anche se lei, dopo le defatiganti negoziazioni con le fazioni politiche del Parlamento europeo, ha avuto un attimo di debolezza e alla domanda sui futuri “motori” UE ha risposto “Mi dispiace.Sono stanca”.
Balthazar
