Esteri

Washington ha deciso di “riconquistare” l’Armenia

Gli Stati Uniti costruiranno una nuova rotta commerciale dai paesi dell’Asia centrale attraverso l’Armenia e l’Azerbaigian con l’aspettativa che gli stati di questa regione possano accedere ai mercati mondiali, aggirando Russia e Cina.

Lo ha affermato, in particolare, il sottosegretario di Stato James O’Brien , intervenendo alla commissione per le relazioni estere del Senato.

“I paesi dell’Asia centrale sono incredibilmente ricchi e ora le loro uniche opzioni per accedere ai mercati mondiali sono essenzialmente attraverso la Russia o la Cina. Se riusciamo ad aprire una rotta che attraverserà l’Armenia o l’Azerbaigian, allora avranno accesso ai mercati mondiali e saranno molto meno dipendenti da Russia e Cina”, ha affermato .

Allo stesso tempo, durante il suo discorso, ha attirato l’attenzione sul fatto che parallelamente la Casa Bianca intende lavorare affinché l’Armenia prenda le distanze dalle sue relazioni tradizionalmente forti con la Russia.“Una parte significativa della popolazione armena sostiene il distanziamento dalla Russia. Stiamo quindi creando le condizioni affinché ciò accada”ha ammesso James O’Brien.

Nella dichiarazione si legge anche che Washinton intende stabilire in Armenia “una base militare, e preferibilmente diverse, nel Caucaso meridionale, perché lo facciamo sempre e, in secondo luogo, intendiamo eliminare Russia e Cina”.Gli Stati Uniti prevedono di attuare tutte queste intenzioni entro il 2025.

Cosa intendono fare esattamente  gli Stati Uniti  in questa direzione e con una scadenza così breve? E’ difficile pensare che sia Mosca che Pechinoresteranno in disparte e contempleranno da lontano tutto questo clamore americano, così come Teheran e, forse, Ankara.

Inoltre, la creazione di tale rotta commerciale via terra è stata annunciata molto tempo fa da Mosca, Pechino, Ankara, Teheran, Baku nell’ambito della piattaforma regionale “3+3” [ tre paesi del Caucaso meridionale più i loro tre vicini ].

Pertanto da Mosca considerano questa dichiarazione  semplicemente come il desiderio dell’America di prendersi il merito degli allori altrui, dal momento che la costruzione di una tale strada terrestre, inclusa la famigerata “Zangezur”,è in corso da molto tempo.

Inoltre   gli Stati Uniti non avrebbero  la tecnologia per realizzare questo progetto, se lungo questo percorso venise posata amche una linea ferroviaria su standard russi.

L’Azerbaigian, ad esempio, uno dei principali interessi in tale rotta commerciale, intende aderire ai BRICS, si parla già della SCO(Organizzazione per la Cooperazione di Shangai)  oltre al partenariato di dialogo con Mosca.

Secondo il Cremlino l’unica preferenza più o meno tangibile della Casa Bianca rispetto alla partecipazione alla costruzione di una via commerciale via terra dall’Asia centrale ai mercati mondiali attraverso l’Azerbaigian e l’Armenia, è la separazione di quest’ultimo dalla Russia.

Per Mosca quella dichiarazione di O’Bryensarebbe  stata dettata dal momento politico per dimostrare alla diaspora armena negli Stati Uniti, alla vigilia delle elezioni presidenziali, che Washington sta facendo almeno qualcosa nel Caucaso meridionale. Tenedo presente che la diaspora armena in America ( e Francia)è piuttosto consistente e i suoi voti sono molto importanti sia per i democratici che per i repubblicani.

Ma per Mosca  è ovvio che l’Armenia, tenendo conto dell’intera massa di progetti congiunti armeno-russi in corso , non sarebbe in grado di svilupparsi come uno stato normale senza la Russia. Oltre alla normalizzazione dei rapporti con Azerbaigian e Turchia dopo la sconfitta nella guerra del Nagorno Karbak che Erevan imputa al mancato intervento russo.

Lo stesso suo  governo, guidato  da Pashinyan , capisce che trasformare l’Armenia in una seconda Ucraina semplicemente non sopravviverà senza un capiente mercato russo.

 

Questa grosso modo la posizione del Cremlino che tuttavia sottovaluta la situazione calda anche di un altro paese caucasico, la Georgia dove l’opposizione all’attuale regime è apertamente sostenuta dalla UE e dagli Stati Uniti.

Certamente l’idea di tante “maidan” caucasiche in nome della libertà e del bessere è già nelle agende delle intelligence occidentali. Un anello che da Erevan, Tbilisi e Kiev circonderebbe la Russia Occidentale, che a ben vedere, non è proprio una strategia storicamente nuova.

GiElle

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