di Wladymiro Wysocki. (*)
Il mondo dell’agricoltura nella provincia di Latina, esattamente a Borgo Piave, piange la morte di un nuovo bracciante indiano, Dalvir Singh.
È accaduto venerdì 16 agosto, quando nel pomeriggio viene trovato il corpo esanime del lavoratore indiano di 54 anni, in un campo di strada del Crocifisso.
Dalle prime ricostruzioni emerge che sia stato proprio il datore di lavoro a dare l’allarme e a chiamare i soccorsi a seguito del ritrovamento del suo lavoratore.
La prima ipotesi che possa avere causato la morte del bracciante, in attesa di accertamenti, è che sia stato un malore improvviso dovuto probabilmente al grande caldo che ha coinvolto le nostre città in questi giorni.
Inevitabile è il ritorno alla memoria della terribile morte di Satnam Singh, l’altro bracciante indiano di Latina, avvenuta il 19 giugno del quale sono ancora in corso le indagini in attesa di una giustizia per la famiglia.
L’agricoltura in questi giorni ha avuto altre vittime silenziose, il 17 agosto a Cavallino – Treporti, Venezia, un uomo di 82 anni rimane schiacciato dal suo trattore che dalle prime ricostruzioni sembra essere stato trascinato dal mezzo in marcia causando un trauma toracico.
Arrivato seppur cosciente in ospedale, la gravità delle lesioni hanno fatto drammaticamente degenerare il quadro clinico rendendo inefficaci le cure mediche.
Stessa drammatica sorte per un uomo di 80 anni nel corso della giornata del 20 agosto a Siena.
L’uomo rimane vittima del ribaltamento del trattore durante il lavoro nei campi di Sovicille lungo la Strada provinciale 541, “Traversa Maremmana”.
Tre eventi che riaccendono i riflettori sulla necessità urgente di porre rimedio a una prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro sempre più carente.
Dalla morte causata per il caldo, almeno così dalle prime ipotesi in attesa di conferma, a due eventi mortali dovuti dallo schiacciamento del trattore.
Protocolli, decreti leggi, ordinanze regionali e comunali, circolari INAL e INL dove si definiscono gli aspetti per regolamentare il lavoro nelle ore a maggiore esposizione dal rischio stress termico da caldo evidenziando una serie di attività.
Tutto inutile.
Ricordo il decreto agricoltura pubblicato il 13 luglio nella Gazzetta Ufficiale, divenuto legge n. 101/2024, una specifica norma che ne regola la condotta.
Torniamo a ripetere come una delle carenze principali della prevenzione sia proprio la conoscenza della materia dovuta a una scarsa comunicazione delle informazioni, oltre che a una grave carenza della mentalità e della cultura della sicurezza.
Una carenza che se non riusciamo ad arginare con strumenti pratici, dove tutti siano veramente in grado di poter accedere alle informazioni, non otterremo mai il risultato sperato e ad ogni incidente continueremo a ritrovarci tutti a scrivere delle solite dichiarazioni.
Maggiori controlli, maggiore sensibilizzazione, maggiori sanzioni, ma tutto questo è solo l’ultimo anello di una catena debole.
L’anello principale della catena è la prevenzione, e questa la si ottiene solamente con informazioni, formazioni e addestramenti specifici.
Dobbiamo rendere la materia accessibile a tutti, nel caso delle due vittime di 80 anni non possiamo sperare che si mettano a leggere e capire una serie di leggi complesse e complicati anche per chi mastica la materia.
Dobbiamo trovare strumenti accessibili, facili e immediatamente comprensibili a chiunque, fornendo soluzioni pratiche e immediate.
“La prevenzione è l’attuazione di provvedimenti più adeguati a impedire che si manifesti un qualcosa di dannoso e di pericoloso”, così viene definita testualmente nel dizionario dello Zanichelli.
Soffermandoci a questa sola definizione, è evidente che non stiamo attuando tutti i provvedimenti adeguati a impedire queste tragedie.
Se pensiamo che una serie di leggi, decreti, norme, circolari, interpelli, ordinanze e via discorrendo possano impedire queste tragedie siamo totalmente fuori strada.
Purtroppo la cronaca ci dimostra proprio questo.
Quello su cui dobbiamo soffermare la nostra attenzione è capire quale sia il mezzo, lo strumento più utile e valido per raggiungere la sensibilità, la mentalità e la cultura di tutti.
Cosa serve per fare recepire tutto questo panorama giuridico, ma non come conoscenza tecnica, quella lascia il tempo che trova tutto sommato, ma per metterla in pratica nel lavoro quotidiano.
Questo è lo sforzo che ci deve attendere e che nei tavoli istituzionali deve essere affrontato.
*Esperto di sicurezza sul lavoro
