Economia e Lavoro

Inflazione, Federconsumatori: “Ricaduta negativa per una famiglia media da 632 euro l’anno”. Per il Codacons la ripartenza vale 657 euro

Un portafoglio con banconote in euro, Genova 14 marzo 2018 ANSA/LUCA ZENNARO

 

Torna a correre veloce il tasso di inflazione che, dall’1,6% di febbraio, passa al +2% di marzo. A crescere maggiormente, ancora una volta sono i prezzi dei beni energetici (+3,2%) e quelli alimentari (+3,3% per i non lavorati). In rialzo anche il carrello della spesa, che segna quota +2,1%. Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +632,00 euro annui, di cui +184,80 solo nel settore alimentare. Questa nuova accelerata sottolinea, con maggiore urgenza, la necessità di intervenire per frenare i rincari, in campo energetico ma non solo. È urgente, infatti, disporre sostegni e misure che tutelino il potere di acquisto delle famiglie, ormai ridotto ai minimi termini. Non dimentichiamo, infatti, che secondo le ultime rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le famiglie continuano a operare tagli e rinunce: riducendo il consumo di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); tagliando i consumi di frutta e verdura (-2,4%); ricercando sempre più assiduamente offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 51% dei cittadini); rivolgendosi più di frequente ai discount (+12,1%). Poi il Codacons per il quale l’accelerazione equivale ad un aggravio pari in media a +657 euro annui per la famiglia “tipo”, +895 euro per un nucleo con due figli. Lo afferma il Codacons, commentando i dati preliminari diffusi oggi dall’Istat.
A marzo l’inflazione accentua la sua corsa al rialzo, e ancora una volta a incidere sull’indice nazionale dei prezzi sono le tensioni sull’energia, con i beni regolamentati che salgono del +27,3% su anno – spiega il Codacons – Crescono a ritmo sostenuto anche i listini al dettaglio dei prodotti alimentari e bevande analcoliche, che aumentano del +2,6% su base annua, con punte del +3,3% per i non lavorati. Voci di spesa primarie per le famiglie i cui rincari hanno conseguenze pesanti sulla capacità di spesa e sui consumi degli italiani.
“I numeri dell’Istat certificano come l’emergenza energia abbia effetti a cascata sull’economia nazionale e sulle tasche delle famiglie – commenta il presidente Carlo Rienzi – Per questo consideriamo inadeguate le recenti misure introdotte dal governo col decreto bollette, che non intervengono per contrastare le cause strutturali che fanno salire le tariffe di luce e gas e non risolvono il problema del caro-energia sul lungo periodo”.

aggiornamento inflazione ore 14.54

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