“Accogliamo con favore l’annunciato incremento delle risorse per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: è un passo nella giusta direzione”: lo ha detto il vicepresidente di Confcommercio, Mauro Lusetti, a margine dell’incontro del 20 maggio a Palazzo Chigi nel corso del quale il Governo ha incontrato le associazioni datoriali per illustrare proposte e iniziative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Ma attenzione – ha avvertito Lusetti – perché l’efficacia di questi stanziamenti dipenderà dalla loro capacità di raggiungere realmente tutte le imprese, in particolare quelle di minori dimensioni, che troppo spesso restano escluse dai meccanismi esistenti, come nel caso del bando ISI. Le soglie di accesso elevate, le procedure complesse e gli oneri burocratici finiscono per premiare solo le aziende più strutturate, penalizzando chi avrebbe più bisogno di supporto”.
Confcommercio chiede quindi una revisione profonda dei criteri di accesso ai fondi, affinché siano proporzionati, accessibili e aderenti alle concrete possibilità operative delle micro e piccole imprese: “l’obiettivo deve essere chiaro: zero vittime sul lavoro. Ma per riuscirci serve un approccio nuovo, che vada oltre l’emergenza”.
E nessuna nuova norma, nessun inasprimento sanzionatorio: “l’Italia ha già un primato in fatto di adempimenti. Serve semplificare, rendere il sistema normativo più intellegibile, puntare sulla qualità dei controlli, sulla prevenzione e sulla formazione. Il lavoratore e l’impresa devono tornare al centro, non la burocrazia. In quest’ottica, è cruciale il ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, presidio fondamentale nel contrasto alle attività imprenditoriali non in regola attraverso controlli mirati al servizio della legalità e della sicurezza”.
Confcommercio rilancia infine alcune proposte operative:
- semplificare gli obblighi documentali per le attività a basso rischio;
- rivedere l’apparato sanzionatorio in chiave preventiva;
- rafforzare la formazione;
- riorganizzare i controlli;
- valorizzare il ruolo della bilateralità come presidio diffuso di legalità e sicurezza;
- adeguare norme e controlli alla specificità di settori come logistica e trasporti.
“Solo con un impegno condiviso e continuativo tra istituzioni, imprese e lavoratori – ha concluso il vicepresidente di Confcommercio – sarà possibile contrastare davvero il tragico fenomeno delle morti sul lavoro e costruire una cultura della sicurezza ampia, concreta e inclusiva”.
Sicurezza sul lavoro, Confartigianato: “Servono prevenzione, formazione e semplificazione normativa”
All’incontro tenutosi a Palazzo Chigi tra il Governo e le Associazioni datoriali sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Confartigianato ha proposto un cambio di passo nella governance della sicurezza: da una logica sanzionatoria e burocratica a una logica di collaborazione, supporto e semplificazione, in cui le imprese siano protagoniste consapevoli di un sistema fondato sulla prevenzione, la formazione e la responsabilità condivisa.
“La sicurezza – hanno detto i rappresentanti di Confartigianato – non deve essere vissuta solo come un obbligo normativo, ma come un investimento strategico per imprese e lavoratori. Bisogna costruire un vero ecosistema della sicurezza, fondato su prevenzione, semplificazione normativa e coordinamento tra gli organi di controllo.
Durante l’incontro, Confartigianato ha espresso apprezzamento per l’orientamento del Ministero del Lavoro, impegnato nella promozione di sistemi qualificati di gestione della sicurezza e nella realizzazione di attività formative più incisive e di qualità. Tuttavia, è stato ribadito con forza che per le micro e piccole imprese è indispensabile una semplificazione normativa che consenta una reale e più efficace applicazione delle regole in azienda.
Confartigianato ha sottolineato come la sicurezza debba essere considerata non soltanto come un obbligo formale, ma come un vero e proprio investimento strategico per le imprese. È necessario costruire un autentico ecosistema della sicurezza fondato sulla prevenzione, sulla collaborazione tra istituzioni e parti sociali, sulla valorizzazione della bilateralità e della contrattazione collettiva, e sull’uniformità interpretativa da parte degli organi di vigilanza.
Da rafforzare l’investimento nella formazione, attraverso il coinvolgimento dei Fondi interprofessionali, in modo da garantire progetti formativi personalizzati, costruiti sulle reali esigenze delle imprese artigiane e di piccole dimensioni.
Attenzione particolare al tema degli appalti, che Confartigianato invita a non demonizzare: si tratta di uno strumento legale e utile per la crescita economica e l’occupazione, che va utilizzato in modo corretto e trasparente, tutelando la qualità delle prestazioni e garantendo l’accesso anche alle micro e piccole imprese, oggi spesso penalizzate da prassi sleali.
Altro tema centrale dell’intervento di Confartigianato è stato il ruolo dell’INAIL. Confartigianato ha chiesto una gestione più efficace degli attivi di bilancio, destinando le risorse alle singole gestioni per rafforzare gli investimenti in prevenzione. È stata sollecitata anche una revisione degli strumenti esistenti come il modello OT23 e i Bandi ISI, affinché diventino realmente accessibili alle piccole imprese, con procedure semplificate e un ampliamento dei progetti finanziabili.
Infine, Confartigianato ha ribadito la necessità di promuovere una cultura della sicurezza a partire dalla scuola, rendendo strutturale l’educazione alla prevenzione sin dai percorsi scolastici e favorendo una conoscenza concreta del mondo del lavoro attraverso strumenti come l’alternanza e l’apprendistato duale.
Sicurezza sul lavoro, Cna: “Rivedere meccanismi di spesa dell’Inail”
La formazione continua a rappresentare la principale leva sulla quale investire per ridurre gli infortuni sul lavoro. È quanto ha evidenziato la CNA nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le associazioni delle imprese sottolineando che la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un tema fondamentale su cui investire.
La Confederazione ha espresso apprezzamento sulle proposte illustrate dall’esecutivo e sulla volontà di aumentare le risorse per gli investimenti in materia di sicurezza ma è necessario rivedere i meccanismi di spesa dell’Inail. Vanno identificati con precisione gli obiettivi, gli strumenti, le modalità e soprattutto occorre prevedere azioni strutturali.
CNA inoltre rileva che la distribuzione delle risorse deve avvenire con strumenti automatici e facilmente fruibili da parte delle imprese. Già oggi Inail mette a disposizione risorse per finanziare il miglioramento della sicurezza, tuttavia, alcuni di questi strumenti non favoriscono un accesso alle risorse in modo automatico ma adottano un meccanismo selettivo che esclude molte imprese.
Ad esempio prevedere, attraverso contributi a fondo perduto, premialità per aziende virtuose che hanno dimostrato di aver raggiunto specifici risultati in termini di prevenzione. Inoltre è auspicabile un ampliamento dello sconto sui premi Inail versati dalle imprese per interventi di prevenzione. In questa prospettiva, CNA apprezza la volontà di avviare presso il ministero del Lavoro appositi tavoli tecnici con la presenza delle principali organizzazioni di rappresentanza.
