“Il sindaco Gualtieri ha inaugurato Piazza Augusto Imperatore. Non è una piazza del centro conquistata perché liberata dalle macchine, ma una nuova piazza nel cuore del centro storico di Roma, la prima e l’unica costruita da quando Roma è diventata Capitale d’Italia. Sono particolarmente contento di vedere oggi questo splendido risultato, non solo una piazza per Roma ma un nuovo modo di pensare e vivere la storia di questa città, di fruirla e abitarla, per i turisti ma soprattutto per i romani” dichiara il Capogruppo consiliare di Roma Futura e Presidente della Commissione Speciale PNRR Giovanni Caudo.
“È una storia lunga che inizia con Veltroni e un concorso di progettazione vinto da un gruppo di architetti guidati dal prof. Mario Manieri Elia, uno tra i maggiori storici italiani e con una sensibilità per l’urbanistica e la città veramente rari. Il progetto fu definanziato da Alemanno e non se ne stava facendo nulla. Nel 2014 da assessore all’Urbanistica chiesi e ottenni da Ignazio Marino il suo rifinanziamento, dopo che con la Soprintendenza ridefinimmo, insieme all’arch. Francesco Cellini, la sistemazione del secondo stralcio, quello della sistemazione attorno al monumento. Nel bilancio mettemmo 15 milioni di euro, che consentirono l’avvio della gara per la selezione dell’impresa e avviarne la realizzazione. Presentammo la gara nel gennaio del 2015 nell’auditorium dell’Ara Pacis, facemmo appena in tempo prima che l’amministrazione Marino cadesse. Come spesso succede, la gara è andata per le lunghe, tra ricorsi e aggiornamenti richiesti, e a lavori iniziati una serie di ritrovamenti hanno rallentato i lavori. Ma oggi, a distanza di dieci anni, Roma può apprezzare la realizzazione di uno dei progetti più belli pensati per questa città e per il suo rapporto tra antico e contemporaneo. Una cordonata che dalla sistemazione degli anni Trenta scende alla quota del mausoleo, dove ancora ci sono i pavimenti originali del tempo di Augusto, per poi risalire verso il Tevere, fino a incontrare la teca dell’Ara Pacis dell’arch. Richard Meier. In quale città del mondo è possibile fare questo excursus di opere che si collocano in un tempo così dilatato? Non solo guardarle dall’alto come per tanti anni si è fatto (vedi Largo Argentina). Oggi, con Piazza Augusto Imperatore, la Roma contemporanea vive della sua storia in presenza viva, da attraversare, da camminarci sopra. È questa una delle cose per cui l’arch. Manieri Elia si è battuto di più” conclude Caudo.
