Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ospitato la presentazione del Rapporto Optime 2025, redatto dall’Osservatorio Permanente per la Tutela in Italia del Mercato dell’Elettronica. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e dei principali attori del settore, tra cui il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente di Aires Confcommercio, Andrea Scozzoli.
Europa tra regole doganali, IA e sicurezza ambientale
Nel contesto europeo, cresce l’urgenza di rivedere le regole doganali per contrastare le pratiche sleali legate alle importazioni da Paesi extra-UE. Il dibattito si concentra anche sull’uso improprio dell’intelligenza artificiale, sempre più spesso strumentalizzata per realizzare frodi sofisticate, e sui rischi ambientali legati all’evasione degli obblighi RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Desta preoccupazione anche l’installazione di apparecchiature da parte di operatori non certificati, con possibili danni per la sicurezza e l’ambiente.
Urso: “Siamo in ritardo sulla digitalizzazione, ma dobbiamo recuperare”
Il ministro Urso ha evidenziato come il Rapporto rappresenti “uno strumento fondamentale per favorire un uso più efficace della tecnologia da parte delle imprese italiane“, aggiungendo: “Tutti sappiamo che l’Italia è in ritardo sulla digitalizzazione. Dobbiamo recuperare terreno, perché è una sfida cruciale per il nostro sistema produttivo“. Urso ha poi ribadito il ruolo dell’Italia nello scenario tecnologico internazionale: “Il nostro Paese può essere protagonista nella creazione di un hub per l’intelligenza artificiale, che colleghi le start-up africane con le aziende occidentali“. Ha inoltre rilanciato l’obiettivo di fare di Roma il polo digitale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Passando al settore degli elettrodomestici, uno dei comparti industriali più colpiti da recenti crisi occupazionali, Urso ha ricordato: “Abbiamo insediato un tavolo di crisi per affrontare le difficoltà del settore e tutelare l’occupazione. È un impegno concreto che il governo ha preso per sostenere il tessuto industriale italiano“. “Abbiamo attivato un bonus elettrodomestici pari a 50 milioni di euro che speriamo di rendere strutturale nei prossimi anni, in modo da accompagnare uno sviluppo industriale che è anche una riconversione verso l’alta gamma, verso i prodotti più sostenibili e certamente più appetibili per il consumatore globale quando hanno anche il marchio Made in Italy“. Urso ha poi aggiunto: “Questo ci dovrebbe portare, e mi auguro che riesca nell’obiettivo, a realizzare una nuova convocazione del tavolo elettrodomestico prima della pausa estiva, così da portare a compimento e a illustrare in quella sede sia come si siano concluse le vertenze che hanno visto impegnati Beko ma anche Electrolux, sia un progetto più organico e strutturale nel tempo per quanto riguarda lo sviluppo del settore dell’elettrodomestico nel nostro Paese“.
Scozzoli: “Il settore è innovativo ma va tutelato da comportamenti illeciti”
Il presidente di Aires Confcommercio, Andrea Scozzoli, ha evidenziato l’evoluzione e le criticità del comparto retail: “Il retail di elettrodomestici, soprattutto negli ultimi due decenni, ha visto ridursi in maniera drammatica il numero dei punti vendita”. Scozzoli ha poi ricordato l’impatto storico del settore: “Questo comparto ha portato e continua a portare innovazione nella casa degli italiani, negli uffici e nelle aziende: dai prodotti meravigliosi del dopoguerra come la lavatrice o la TV, fino ai telefoni cellulari e ai computer di oggi”. “È un settore che va salvaguardato, non in senso protezionistico, ma nella sua capacità di intercettare in modo proattivo le pressioni e i comportamenti illeciti che ne minano la sopravvivenza. I nostri negozi non possono essere delocalizzati e rappresentano un’importantissima fonte di lavoro per giovani, donne e non solo, oltre a costituire un presidio di sicurezza e di bellezza per le nostre città”.
Di Dio: “Legalità e sicurezza sono le basi della competitività”
La vicepresidente di Confcommercio, con delega per la legalità e la sicurezza, Patrizia Di DIo ha inviato un messaggio ai partecipanti sottolineando: che “mai come oggi il tema della legalità si intreccia con quello della competitività. Confcommercio è da sempre in prima linea nella promozione della legalità e della sicurezza, due facce della stessa medaglia. Non c’è legalità senza sicurezza, e le imprese devono poter operare in un ambiente stabile, trasparente e sicuro”. Di DIo ha poi concluso il suo messaggio ricordando l’impegno dell’associazione: “Il nostro impegno si traduce in due obiettivi strategici: prevenire e contrastare i fenomeni criminali e radicare la cultura della legalità, come facciamo da anni con la Giornata Nazionale ‘Legalità ci piace’”.
Un settore solido ma sotto attacco
Secondo i dati GfK riportati nel Rapporto, il mercato italiano dell’elettronica ha chiuso il 2024 con 18,8 miliardi di euro di fatturato, in lieve calo (-0,4%) rispetto all’anno precedente, ma con una crescita complessiva del +13,8% rispetto al 2019.
Nonostante la solidità, il settore è sempre più esposto a concorrenza sleale, frodi digitali e opacità normativa. Il Rapporto Optime 2025 denuncia l’espansione aggressiva di piattaforme extra-UE come Temu, Shein e TikTok Shop, che invadono il mercato con milioni di prodotti al mese eludendo IVA, dazi doganali e requisiti normativi (marcatura CE, manuali, etichette energetiche).
Questa dinamica è favorita dal regime “de minimis”, che esenta da oneri doganali i pacchi con valore dichiarato inferiore a 150 euro. A peggiorare il quadro è la diffusione di social commerce informale, in cui profili privati vendono prodotti in nero, non tracciati e non conformi, senza alcuna tutela per il consumatore.
Il Rapporto segnala anche il boom delle cosiddette “mystery box”, pacchi a sorpresa venduti online che utilizzano meccanismi simili al gioco d’azzardo, con particolare impatto sui più giovani. A ciò si aggiunge l’impiego crescente dell’intelligenza artificiale per fini fraudolenti, attraverso deepfake, avatar simulati, voci artificiali e siti cloni, che rendono le truffe online sempre più difficili da individuare.
Il commento del presidente di Optime, Davide Rossi
“È stata una giornata straordinaria e importantissima per il nostro settore“. Il presidente Rossi ha evidenziato il valore della filiera: “Osservando la solidità delle imprese, le competenze che vi si esprimono, il ruolo ormai essenziale dei prodotti innovativi che arrivano alle persone tramite noi, ci si deve sentire assolutamente coinvolti in un impegno motivazionale che va ben oltre la semplice diligenza manageriale o imprenditoriale”. Un impegno che, secondo il presidente, acquista ancora più valore alla luce dell’impatto trasversale dell’elettronica: “Tutto questo vale a maggior ragione se pensiamo a tutti gli ambiti in cui i prodotti elettronici e tecnologici sono divenuti strumenti insostituibili: casa, scuola, sanità, turismo, ma anche assistenza, socialità e inclusione.”
Rossi ha poi espresso soddisfazione per il sostegno istituzionale ricevuto: “Ci conforta la vicinanza delle Istituzioni, e il fatto di poter presentare il Rapporto Optime 2025 all’interno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro, di numerosi parlamentari e autorità delle Forze dell’Ordine, è per noi il più grande stimolo a intensificare il nostro lavoro.” Un impegno che guarda al futuro del comparto, ma anche alla società nel suo insieme: “Vogliamo garantire al Paese che il settore dell’elettronica resterà un pilastro fondamentale per lo sviluppo dell’economia nazionale, e al tempo stesso della società.” Infine, un richiamo alla collaborazione tra tutti gli attori in campo: “Le associazioni di categoria, gli enti, le istituzioni – italiane ed europee – devono parlarsi di più, fidarsi di più le une delle altre, per affrontare con le massime competenze e con adeguati poteri di intervento tutti i fenomeni allarmanti che abbiamo illustrato, nelle loro modalità esecutive e negli effetti dannosi che possono generare.”
“Noi, anche con questa edizione 2025 del Rapporto Optime, pensiamo di avere iniziato a fare la nostra parte. E siamo fiduciosi nel fatto che non rimarremo inascoltati.”
