Il 12 agosto le forze russe hanno sfondato le linee ucraine a nord est di Pokrovsk (per i russi Krasnoarmeysk) su un fronte di 13 chilometri avanzando per almeno 15..
La rapidità dell’avanzata russa e stata certificata l’11 agosto anche dai rilievi del centro studi statunitense Institute for the Study of the War -filoucraino– favorita dalla cronica carenza di truppe nel settore di Pokrovsk, dopo che la penetrazione in città di avanguardie, aveva incontrato pochissima resistenza. quasi nessuna resistenza.
L’avanzata ha permesso ai russi di bloccare l’autostrada Dobropolye-Kramatorsk di fatto completando “l’accerchiamento operativo” dell’intero settore di Pokrovsk, con l’occupazione russa di tutte le vie logistiche (strade e ferrovie) che consentono l’afflusso di rifornimenti e rinforzi alle truppe ucraine.
Nell’intero settore per gli ucraini è ora impossibile inviare rifornimenti e rinforzi in quantità significative e far ruotare le truppe
Lo sfondamento iniziale è stato di 10 chilometri secondo il canale Telegram ucraino DeepState, ma ieri si sarebbe esteso a 15 chilometri lungo due distinte direttrici.
Verso ovest le forze russe hanno raggiunto Dobropolye (Dobropillya per gli ucraini) 22 chilometri a nord di Pokrovsk, da cui le truppe di Kiev si sono ritirate il 12 agosto.
DeepState ha riferito che i russi si sono spinti in avanti nei pressi di tre villaggi (Boykovka, Pankovka e Zatyshok) situati tra Kostyantynivka e Pokrovsk, roccaforti che i russi stanno accerchiando completamente.
Pokrovsk, centro logistico strategico per sostenere le “fortezze” nella regione di Donetsk ancora in mano alle truppe di Kiev e proteggere la regione di Dnipropetrovsk, sarebbe quindi ormai da considerarsi perduta insieme a e Myrnograd per un settore che e che si estende per circa 260 chilometri quadrati.
Come a suo tempo Bakhmut e Avdiivka, il completamento dell’accerchiamento operativo rende già ora impossibile il ritiro ordinato di truppe e mezzi. Ritiro che peraltro lo stato maggiore di Kiev non ha finora ordinato, minimizzando la portata dell’offensiva russa definendola una ricognizione con infiltrazione di piccoli gruppi di sabotatori.
I russi hanno conquistato anche 9 villaggi vicino a Dobropillia, e stanno avanzando dal nord, est e sud, usando unità di fanteria di piccole dimensioni e la ricognizione dei droni, impiegando probabilmente, solo nel settore di Pokrovsk, alneno 500 bombe plananti la settimana.
L’ISW riportava ieri che “è prematuro definire l’avanzata russa nella regione di Dobropillya come una svolta operativa, anche se è molto probabile che le forze russe cercheranno, nei prossimi giorni, di tradurre i loro guadagni tattici in una svolta”.
Mosca schiera nel settore di Pokrovsk oltre 110 mila militari, come affermato nelle scorse settimane dal comandante delle forze armate ucraine generale Oleksdandr Syrsky.
Mentre Zelensky ha confermato che i soldati russi erano avanzati di circa 10 chilometri su alcuni settori del fronte, aggiungendo però che “non hanno equipaggiamento pesante, solo le loro armi leggere, che alcuni sono stati uccisi, altri fatti prigionieri. Troveremo i restanti e li distruggeremo presto”.
Per il presidente ucraino gli attacchi russi mirano a creare il falso racconto che “la Russia avanza e l’Ucraina perde” prima dell’incontro tra Putin e Trump.
In questo contesto, il 3° Corpo d’Armata Azov della Guardia Nazionale ucraina, composto da volontari di ispirazione nazista, avrebbe ricevuto l’ordine di schierarsi nel settore, ma non è chiaro se verrà impiegato per contrattaccare o per ritardare l’avanzata russa.
Questo 3° Corpo d’Armata Azov – che corrisponde solo a un paio di brigate rinforzate – venne schierato anche sul fronte di Avdiivka per tamponare la breccia aperta e poi per rallentare i russi che nel febbraio 2024 espugnarono la città-fortezza,.
Fonti ucraine interpretano l’offensiva russa come il tentativo di completare l’accerchiamento del settore di Pokrovsk, accelerando così il successo in questa battaglia, forse decisiva per il conflitto.
Né si può però escludere che i russi puntino verso nord con l’obiettivo di chiudere la strada dei rifornimenti e della ritirata alle guarnigioni ucraine poste a difesa delle ultime roccaforti nella regione di Donetsk e in particolare di Kramatorsk.
E mentre Zelensky anche ieri pomeriggio ha ribadito che non verranno ceduti territori ucraini alla Russia accusando Putin di “bluffare”, le autorità regionali ucraine di Donetsk hanno ordinato l’evacuazione delle famiglie con bambini da 14 località proprio nel settore dove i russi continuano a guadagnare terreno.
Lo sfondamento russo a nord est di Pokrovsk hai permesso di superare l’ultima linea fortificata ucraina offrendo l’opportunità di tagliare le linee logistiche della cosiddetta “Fortezza Donbass”, istituita dagli ucraini fin dal 2014 per contenere eventuali offensive russe su vasta scala.
Quest rappresenta l’’ultima linea di difesa ucraina nel Donbass e rischia ora di venire minacciata a sud dall’accerchiamento di Kostantinyka e aggirata a est in seguito allo sfondamento russo a nord di Pokrovsk.
GiElle
