Esteri

Polonia, i suoi piani di investimento in Ucraina confliggono con la Russia

di Balthazar

Il nuovo direttore polacco pe l’Agenzia dello sviluppo industriale con una intervista di metà settembre ha rivelato che il suo dipartimento darà priorità ai progetti infrastrutturali ucraini, che  potrebbero includere la costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto per Odessa, di un porto polacco sul Mar Nero e di un terminal cargo aereo nell’Ucraina centrale.

Tutti e tre contribuirebbero ad aprire nuovi mercati per le esportazioni polacche in Turchia, nel Levante e nel Nord Africa. Il progetto ferroviario di Odessa è già stato discusso e potrebbe concretizzarsi nella costruzione di ferrovie a scartamento ridotto e a scartamento largo affiancate, seguendo l’esempio dell’Azerbaigian.

A questo proposito, il dirigente  ha citato la decisione dell’estate scorsa di ampliare l’impianto ferroviario Euroterminal Slawkow nella Polonia sudoccidentale, che è l’unico hub merci della UE per gestire treni a scartamento largo provenienti dall’ex Unione Sovietica, trasformandolo nel più grande hub logistico dell’Europa per supportare la ricostruzione dell’Ucraina.

Proprio come il Gran Principato di Moscovia, lo Zarato di Moscovia e poi l’Impero russo cercarono porti in acque calde, così anche l’Unione Polacco-Lituana e poi la Confederazione dal 1569 al 1791. cercarono porti sul Mar Nero, ma non ci riuscirono mai.:

Il plannig dell’operazione ha già mosso i primi passi: 16 aprile: “ Valutazione della proposta informale della Polonia di affittare terreni e porti dall’Ucraina ”;23 aprile: “ Le implicazioni politiche della Polonia che pianifica esplicitamente di trarre profitto dall’Ucraina ”; 6 maggio: “ L’Ucraina ha inaspettatamente invitato la Polonia ad aiutarla a ricostruire il suo settore marittimo ; L’ultimo megaprogetto polacco ha implicazioni anti-russe a lungo termine 

Anche se  la Polonia ha apparentemente privilegiato gli affari sfruttando il suo ruolo di linfa vitale logistica dell’Ucraina e porta d’accesso all’UE in barba alla Germania,  si evidenzia anche un aspetto militare non indifferente.

.La proposta di una ferrovia a scartamento ridotto per Odessa, ad esempio,  faciliterebbe l’invio di equipaggiamenti e forse anche di truppe, queste ultime subordinate alle garanzie di sicurezza per Kiev in caso di un altro conflitto.

E rappresenterebbe di fatto una sorta di ” Schengen militare “, rafforzando anche la cooperazione militare Polacco Turca  nel Mar Nero, considerando che oggi i due Paesi dispongono, nell’ordine, del terzo e secondo esercito  più grande della NATO.

Se i tre progetti proposti, ovvero una ferrovia a scartamento ridotto per Odessa, un porto sul Mar Nero e un terminal per il trasporto aereo merci nell’Ucraina centrale, dovessero concretizzarsi, si tratterebbe di un’importante mossa da parte della Polonia, all’interno della sfera d’influenza russa nell’Europa orientale.

Le conseguenze strategico-militari potrebbero quindi ridurre ulteriormente l’interesse della Russia per qualsiasi compromesso politico che consenta il processo di pace, resuscitando la  storica rivalità polacco-russa in Ucraina.

Il che non è escluso anche nei piani degli Stati Uniti che hanno già garantito a Varsavia il loro pieno sostegno anche militare, nella logica Trumpiana di esercitare l’egemonia americana conto terzi, o meglio, a spese di terzi.

Nella foto il ‘muro’ di filo spinato messo dai polacchi attorno all’enclave russa di Kalinigrad

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