Esteri

Trump e la strategia della trasparenza sui dossier del caso Epstein

di Andrea Maldi

“I repubblicani della Camera dovrebbero votare per la pubblicazione dei file di Epstein, perché non abbiamo nulla da nascondere, ed è tempo di voltare pagina con questa bufala democratica perpetrata dai lunatici della sinistra radicale per distogliere l’attenzione dal grande successo del Partito Repubblicano, inclusa la nostra recente vittoria sullo “shutdown” democratico. Il Dipartimento di Giustizia ha già pubblicato decine di migliaia di pagine su Epstein e sta indagando su diversi funzionari democratici in merito alla loro relazione con lui.”, ha pubblicato il presidente Donald Trump (nella foto proprio con Epstein) sul suo social Truth dopo che alcuni giorni fa il caso è tornato in auge con la pubblicazione di alcune mail del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida nel carcere federale  Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019, da parte del gruppo dei democratici alla Camera.

Secondo il dossier Donald Trump era a conoscenza dello sfruttamento sessuale delle ragazze minorenni da parte di Epstein e del suo entourage – tra i tanti nomi celebri spicca anche quello dell’ex principe Andrea, fratello minore di Re Carlo III di Inghilterra – . Nelle mail del finanziere viene esplicitato che il Tycoon usava “intrattenersi per ore” con una di loro.

“Non ne so nulla. In caso contrario sarebbe stato detto molto tempo fa… Io e Jeffrey Epstein abbiamo avuto un pessimo rapporto per molti anni”, ha affermato la scorsa settimana il commander in chief in risposta alle mail diffamatorie.

 

I democratici – insieme a 4 repubblicani – hanno intrapreso una mozione che chiede di votare la pubblicazione integrale di tutti i documenti sul caso Epstein. L’accusa per Donald Trump è stata quella di aver tentato di impedire il voto per confutare le prove che lo vedrebbero colluso nel caso. Nei prossimi giorni la Camera dei Rappresentanti dovrebbe esaminare il disegno di legge, che in caso di esito positivo costringerebbe il dipartimento della Giustizia a divulgare tutti i file.

 

La marcia indietro del Tycoon arriva dopo la rottura con alcuni stretti alleati del movimento MAGA (Make America Great Again) e membri del partito repubblicano, tra i quali la deputata Marjorie Taylor Greene che ha aperto un duro scontro con il numero uno dello Studio Ovale, affermando che l’America ha bisogno di trasparenza e per questo chiede la desecretazione di tutti i documenti del caso Epstein. Pronta l’aspra replica di Trump: “l’erba verde diventa marrone quando inizia a marcire! Sosterrò gli sfidanti della deputata alle prossime primarie in Georgia”.

 

Palpabile l’imbarazzo della Casa Bianca che si è espressa negativamente sulla divulgazione delle mail, dichiarando di essere un goffo tentativo dei Dem per tentare di screditare gli eccellenti risultati della presidenza Trump.

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