di Loredana Vaccarotti
Questa settimana affrontiamo un tema delicato… anzi, così delicato che basta sfiorarlo e tac, è già finito: l’eiaculazione precoce.
È una delle disfunzioni sessuali maschili più diffuse. Si manifesta quando l’uomo raggiunge l’apice talmente velocemente che nemmeno Google riuscirebbe a caricare la pagina in tempo. Le cause? Un mix tra emotivo (stress, ansia, stanchezza) e fisico (frenulo corto, prostatite, disfunzione erettile, e in casi estremi… vedere la pubblicità della Intimissimi).
Secondo i dati della Fimmg, in Italia ben 4 milioni di uomini soffrono di questo disturbo. Al congresso mondiale della Was, i sessuologi hanno stabilito che è “precoce” tutto ciò che dura meno di un minuto. Un minuto! Cioè: se fai partire la moka, hai già più tempo di un rapporto sessuale medio.
Insomma, più che “toccata e fuga”, “toccata e… già fatto”.
Tutto ciò crea frustrazione, ansia da prestazione, e un uso compulsivo dei tutorial su YouTube: “Come resistere a lungo”, “10 trucchi per non finire subito”, “Meditazione tantrica con sottofondo di rumori del traffico”.
E pensare che fino a qualche decennio fa il problema neanche si poneva: l’orgasmo femminile era considerato un po’ come il parcheggio su strisce bianche in centro — un concetto astratto di cui si parla ma che nessuno vede.
Su internet trovi di tutto: cibi, integratori, posizioni, talismani, amuleti… ormai manca solo l’acqua benedetta spray “Eiacul-stop”.
L’eiaculazione precoce, detta anche spara-lesto, coito da primatista o 100 metri piani del letto, colpisce soprattutto chi si eccita anche solo vedendo… la pubblicità dello Scottex con il cagnolino.
La partner, davanti a un rapporto consumato in 5 nanosecondi, teoricamente dovrebbe essere comprensiva: una battuta, un sorriso, magari un jingle di Gigi D’Alessio come ninna nanna calmante. In pratica, il più delle volte parte un “vaff…acilitati la vita”, e si va a fare la doccia.
L’eiaculazione precoce è un po’ come spoilerare il finale di un film appena seduti in sala: “Tanto muore il protagonista”.
Oppure come ordinare una pizza e ricevere subito il conto.
Gli uomini poi si sentono feriti nell’orgoglio: “Non riesco a durare più del battito d’ali di un colibrì”. E quel senso di vergogna che li porta a frequentare solo persone nuove… purché non siano amiche di una delle ex.
La verità? Il sesso è un gioco, non un esame di maturità. Le cose belle durano poco: il cioccolato, le vacanze, la batteria del telefono… perché scandalizzarsi per un rapporto lampo?
E poi, diciamolo: noi donne siamo difficili. Ci dividiamo in due categorie:
– quelle che dicono “non è mai abbastanza”,
– e quelle che dicono “ma quanto cavolo dura?!”.
Del resto se l’hanno chiamato “pene” e non “miracolo”, un motivo c’è.
Sigmund Freud diceva: “In un rapporto ci sono almeno quattro persone: la coppia e le persone a cui stanno pensando”. Forse se lui pensasse a chi ha davanti e non alla prof del liceo, durerebbe di più.
Il primo a studiare seriamente il problema fu Herbert Praecox, un pastore cattolico comunista. Gli bastava chiedere l’ora a una suora per dover correre a cambiarsi. Una volta comprò Playboy: venne cinque volte prima che l’edicolante gli desse il resto. Ci mise dell’impegno: omeopatia, ipnosi, fino a guardare L’isola dei famosi per intero… niente.
Inventò persino i preservativi ritardanti con supporto psicologico: una vocina interna che dice “Dai, hai ancora fiato!”.
Li vendette per un rosario fosforescente. E morì presto… ovviamente.
Nonostante i preservativi ritardanti — fragola, menta, pino silvestre e “speriamo bene” — il problema resta.
Io proporrei i preservativi prodotti dalle Ferrovie dello Stato: magari si arriva con un’ora di ritardo.
Vorrei tranquillizzare questi uomini: anche Flash, da come corre, probabilmente “viene in un lampo”.
E poi ci sono mille modi per far godere una donna senza usare il “fringuellino timido”.
Gli uomini pensano al sesso 20 volte al giorno; gli altri solo una, ma per 16 ore consecutive. Poi ovvio che al primo “inzuppamento del biscotto” succede il finimondo.
E nel mondo animale?
– Il balenottero azzurro: pene da due metri e mezzo.
– Il gorilla: 3 cm. Capito perché è sempre arrabbiato?
– Il maiale ha un orgasmo di 30 minuti.
– I leoni lo fanno 40 volte al giorno, ma durano quanto un semaforo arancione.
– Lo stecco asiatico arriva a 10 settimane di amplesso. E io che mi lamento del mal di schiena.
Dicono che non importa con chi l’uomo va…
ma con chi viene.
