Economia e Lavoro

Squilibri demografici, Panetta (Banca d’Italia): “Salari più elevati e migliori prospettive di lavoro”

“Occorre uno sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività, in grado di sostenere salari più elevati e migliori prospettive di lavoro. Lo impongono le trasformazioni dell’economia mondiale. Lo rende necessario il vincolo demografico di un paese che invecchia rapidamente e in cui i giovani che entrano nel mercato del lavoro saranno sempre meno numerosi. Secondo le ultime proiezioni demografiche, entro il 2050 l’Italia perderà oltre 7 milioni di persone in età lavorativa”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina secondo cui “anche ipotizzando un ulteriore aumento della partecipazione al mercato del lavoro, l’Istat stima una riduzione delle forze di lavoro di oltre 3 milioni. Come ho ricordato in passato, senza un’adeguata crescita della produttività lo squilibrio demografico si tradurrà inevitabilmente in una riduzione del PIL e del benessere complessivo. Il vincolo demografico è, dunque, cruciale. È una questione complessa, che va affrontata su più piani.

Inverno demografico, Unimpresa: “Sfida decisiva per la crescita”

«Le parole del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, colgono un nodo strutturale che l’Italia non può più permettersi di rinviare. L’inverno demografico non è una variabile esogena né un destino ineluttabile, ma una condizione che incide già oggi sulle prospettive di crescita, sulla sostenibilità dei conti pubblici e sulla capacità del sistema produttivo di reggere la competizione internazionale. La perdita annunciata di milioni di persone in età lavorativa, certificata anche dalle proiezioni dell’Istat, impone una risposta politica ampia e coerente, che tenga insieme produttività, inclusione e sviluppo. Il richiamo di Panetta va letto come un invito alla responsabilità: senza un deciso salto di qualità negli investimenti in capitale umano, innovazione e formazione continua, il calo demografico rischia di tradursi in un freno permanente al Pil e al benessere collettivo. Accrescere la partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro non è solo una scelta equa, ma una necessità economica; allo stesso tempo, una politica migratoria ordinata e orientata al lavoro rappresenta una leva imprescindibile per sostenere imprese e territori».

È quanto dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commentando l’intervento del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Universita’ degli Studi di Messina.

«Serve una strategia di lungo periodo, capace di andare oltre l’orizzonte delle emergenze e delle misure tampone. La demografia è ormai una grande questione economica e sociale: affrontarla con serietà significa difendere la crescita futura del Paese e garantire stabilità alle imprese, che restano il motore fondamentale dello sviluppo italiano» osserva il presidente di Unimpresa.

Red

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