Cronaca

FEMMINICIDIO ZOE: UCCISA PER AVER DETTO NO. IL CONSENSO NON È OPINIONE, È DIRITTO

“Zoe aveva 17 anni. È stata uccisa perché ha detto no. Questo è il punto da cui dobbiamo partire, senza ambiguità e senza attenuanti” – dichiara in una nota Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale.

“Quando una ragazza viene assassinata per aver rivendicato la propria volontà, non siamo di fronte a un gesto imprevedibile o isolato, ma all’esito estremo di una cultura che fatica ancora a riconoscere la libertà femminile e il valore del consenso” – continua Lucarelli.

“Ogni relazione si fonda su una volontà libera, chiara e reciproca. Dire no è un diritto pieno, non negoziabile. Mettere in discussione questo principio, o renderlo meno esplicito nelle norme e nella cultura, significa esporre soprattutto le più giovani a una maggiore vulnerabilità. Per questo guardo con grande preoccupazione a qualsiasi intervento legislativo che rischi di arretrare sul riconoscimento del consenso come elemento centrale nella definizione della violenza. Le leggi non sono mai neutre: orientano i comportamenti, costruiscono immaginari, mandano messaggi chiari alla società” – sottolinea Lucarelli.

“Esprimo pieno sostegno alla mobilitazione dei Centri antiviolenza che in queste ore stanno denunciando con forza un dato che non possiamo più ignorare: la violenza è quasi sempre preceduta da controllo, pressioni, intimidazioni, persecuzioni. È un’escalation che va riconosciuta e fermata prima. È lì che dobbiamo intervenire: con educazione affettiva e al consenso nelle scuole, con percorsi rivolti ai ragazzi sulla responsabilità nelle relazioni, con una rete territoriale capace di intercettare i segnali prima che degenerino” – prosegue Lucarelli.

“Alla famiglia di Zoe va il mio pensiero e il mio dolore. Alle ragazze diciamo con chiarezza che la loro autodeterminazione è un diritto, non una concessione. Alle istituzioni spetta il dovere di difenderlo senza ambiguità. Ogni passo indietro sulla libertà delle donne è un passo indietro per la democrazia” – conclude Lucarelli.

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