“Non guarderemo in faccia nessuno”, ha detto ieri il procuratore di Gela Salvatore Vella, che già nei giorni scorsi aveva annunciato l’apertura di una inchiesta per disastro colposo. Il magistrato ha fatto sapere che “al momento, non ci sono indagati ma escludo che il fascicolo rimarrà così”. Vella ha poi fatto il punto sull’inchiesta: “Nell’indagine che abbiamo aperto per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, non abbiamo attualmente indagati. Il fascicolo resta a carico di ignoti. Verosimilmente questo fascicolo non resterà a carico di ignoti per lungo tempo. Abbiamo in corso l’acquisizione di documenti. La massa di documenti che acquisiremo e che abbiamo già acquisito non è indifferente. Si fa riferimento oltre che a documenti cartacei, anche immagini, foto satellitari, immagini radar che saranno messi a disposizione dall’Agenzia spaziale italiana e su cui sta già lavorando la Protezione civile. L’acquisizione di documentazione sarà svolta in diverse autorità pubbliche che hanno competenza soprattutto sul dissesto idrogeologico in Sicilia, oltre che al Comune di Niscemi”. “Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l’evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo”. L’inchiesta partirà dunque dal 1997, anno della prima grande frana che mise in ginocchio la città. La Procura, dunque, andrà fino in fondo “qualsiasi sarà la responsabilità apicale di chi non ha preso decisioni, lo accerteremo, indipendentemente dal livello dei soggetti coinvolti”.
Red
