“Roma sceglie di mettere l’acqua, intesa come bene comune, al centro di ogni azione amministrativa e di ogni strategia di sviluppo. È una scelta politica chiara, coraggiosa e necessaria”, dichiara Nando Bonessio, capogruppo di EV – Alleanza Verdi e Sinistra di Roma Capitale.
“Con orgoglio da cittadino romano e con senso di responsabilità da Consigliere Capitolino, abbiamo votato in Assemblea un atto che impegna Roma ad adottare e attuare misure concrete per riconoscere l’acqua non come merce, ma come diritto fondamentale e infrastruttura naturale essenziale per la vita, la salute pubblica e la sicurezza del territorio”.
“Roma è già impegnata in politiche di risparmio idrico, di riduzione delle perdite di rete, di contrasto all’inquinamento e di tutela degli ecosistemi. Con il provvedimento approvato oggi rafforziamo e rendiamo coerente questa direzione, adottando il paradigma ‘Pianeta Acqua’ come principio guida delle politiche capitoline, nel segno della sostenibilità, della giustizia ambientale e dell’equità intergenerazionale”.
Un percorso che si intreccia con il dibattito internazionale e con la presenza in questi giorni a Roma dell’economista e sociologo Jeremy Rifkin, protagonista di un confronto pubblico promosso dalla Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, che Bonessio ringrazia.
“La sfida del nostro tempo – prosegue Bonessio richiamando le parole di Rifkin – è ripensare il nostro posto nel mondo partendo dalla consapevolezza che viviamo su un pianeta d’acqua. Questo significa rivedere il nostro rapporto con la natura, i modelli di governance, l’economia, la pianificazione urbana e l’educazione delle nuove generazioni”.
L’atto approvato nel Consiglio tematico sull’Acqua afferma con chiarezza alcuni principi fondamentali per il futuro della Capitale: l’acqua è un bene comune da preservare attraverso una gestione pubblica, nel solco della volontà espressa dai cittadini con il referendum del 2011; siamo dentro una fase di profonda trasformazione climatica e ambientale che impone scelte lungimiranti e strutturali; l’acqua rappresenta un elemento cardine della sicurezza territoriale, della qualità della vita urbana e della resilienza delle infrastrutture; l’alterazione dei cicli idrologici sta colpendo direttamente anche Roma, con eventi alluvionali alternati a siccità, ondate di calore e incendi che richiedono politiche di adattamento integrate e coraggiose.
“Non è un atto simbolico – sottolinea Bonessio – ma un indirizzo politico forte. Roma può e deve candidarsi a essere Capitale dell’Acqua, laboratorio di buone pratiche e modello nazionale di governance sostenibile delle risorse idriche”.
“In un mondo segnato da drammatiche disuguaglianze nell’accesso all’acqua e aggravato dalla crisi climatica, abbiamo il dovere di promuovere un cambio di paradigma culturale profondo e duraturo. Mettere l’acqua al centro significa difendere il pianeta e garantire diritti e opportunità alle generazioni future”.
“Con questo voto – conclude Bonessio – Roma manda un messaggio chiaro al Paese: la tutela dei beni comuni non è uno slogan, ma una scelta politica concreta, che orienta le decisioni di oggi per costruire la città di domani”.
