Politica

Dl Fisco: Conte, esplode protesta imprese, noi per sostenerle non per tradirle

“È esplosa la protesta delle imprese: avevano investito facendo affidamento sugli incentivi statali per innovazione e ieri il Governo ha cambiato le carte in tavola e ha tagliato quei sostegni. Tutto questo arriva dopo oltre 30 mesi di crollo della produzione industriale sotto il Governo Meloni. E mentre le imprese chiedono certezze, Giorgetti risponde che ‘dobbiamo capire chi aiutare’. Davvero non si è ancora capito? In questi quasi 4 anni di Governo, le priorità sono state chiarissime: banche e industria militare. Sul riarmo, con aumenti per 12 miliardi l’anno, cioè 1 miliardo al mese, il Governo non ha mai avuto dubbi. Quando invece si tratta di sostenere chi investe, innova, produce e crea lavoro, arrivano tagli, marce indietro e regole cambiate in corsa. Hanno fatto a pezzi Transizione 4.0, una misura che nei nostri governi funzionava, spingeva gli investimenti, sosteneva l’occupazione e accompagnava la riconversione ambientale del sistema produttivo. Noi le idee chiare le abbiamo: sostenere le imprese che investono, non tradirle. Per questo, al Governo, ripristineremo Transizione 4.0”. Così sui social il leader M5S Giuseppe Conte.

Governo non vuole o non è in grado di andare avanti

“Diciamoci la verità, a proposito del Dl fiscale. Dopo che l’Ocse ha schiaffato l’Italia dell’era Meloni-Giorgetti all’ultimo posto del G20 per stime di crescita nel 2026, con un misero +0,4%; dopo tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale; alla vigilia della fine del Pnrr, sin qui unica ciambella di salvataggio per non affogare nella recessione; dopo tutto questo, rispondendo alle montanti proteste del sistema produttivo sul Dl fiscale, il Governo non può dire: ‘c’è l’intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate’”. Lo comunicano in una nota o parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato. “Non è ammissibile dire una cosa del genere dopo aver varato un Dl fiscale che taglia del 65% le agevolazioni previste per le imprese che nel 2025 erano in coda per gli investimenti all’interno del Piano Transizione 5.0. Non è ammissibile aver preso per i fondelli per tre anni un sistema produttivo che ancora oggi non vede attuata la ‘nuova’ Transizione 5.0 basata sul già penalizzante Iperammortamento. Davanti al Governo Meloni, per tre anni, sono stati srotolati troppi tappeti rossi e oggi tutto il sistema imprenditoriale ne paga un prezzo salatissimo. Dopo la batosta del referendum vedere che c’è un ministro dell’economia, Giorgetti, che ripete macchinalmente che si deve ‘valutare’, forse perché è esclusivamente impegnato a trattare con Bruxelles un raggiungimento di un deficit/Pil al di sotto del 3%, mentre fuori il mondo brucia, è agghiacciante. Il Dl fiscale certifica che il Governo non vuole o non è in grado di andare avanti”.

Red

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