Economia e Lavoro

Una Pasqua meno dolce. Aumento del 5,2% dei prodotti tipici e non solo

di Wladymiro Wysocki (*)

 

Se la primavera si fa ancora attendere lasciandoci ancora qualche colpo di coda d’inverno, la Pasqua ormai è alle porte.

Qualche giorno ancora e le scuole chiudono, per la gioia di bambini e ragazzi pronti a scartare uova collezionando il maggior numero di sorprese sperando di trovare quello desiderato.

Così come tanti fuori sede tra studenti e lavoratori, felici di potersi godere un periodo di meritato riposo ricongiungendosi con familiari, amici e parenti.

Ma se da una parte sale la felicità dei ragazzi, dall’altra incombe la preoccupazione di molte famiglie, calcolatrice alla mano, che si trovano a combattere tra calcoli e previsioni per fare tornare i conti.

Nemmeno i tecnici del MEF al ministero dell’economia e finanze si impegnano con tanta passione.

Quest’anno altra amara sorpresa preoccupa milioni di famiglie che, secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ad attenderli c’è un aumento medio del 5,2% tra carne e dolci, ovviamente tipici prodotti di consumo di queste festività tra colombe e uova pasquali e ovviamente di carne per la più classica delle scampagnate a suon di barbecue tra amici e parenti.

Da una parte la causa è l’impennata dell’aumento del costo del cacao che compromette un aumento medio del 6% e 8% di tutti i prodotti tra uova, ovetti e coniglietti fino al prezzo della carne tipica del periodo, il coniglio e agnello, con incrementi tra il 5%e il 10%.

Non restano fuori dagli aumenti il prezzo del pollo con un +8%, il salame corallina +5% e le uova fresche tra il 2% e 8%, le colombe pasquali +5%.

Che sia la tipica colazione, il pranzo, l’uscita fuori porta la Pasqua quest’anno al livello di prezzi sarà un pochino meno dolce e gustosa, speriamo almeno nella clemenza di un tempo caldo e soleggiato.

Vedremo la meteorologia cosa ci riserva, al momento sembrerebbe sole pieno ma il meteo è più imprevedibile di un gratta e vinci.

La Pasqua è anche, per molti fuori sede, motivo di raggiungere le proprie famiglie e per altri di potersi godere qualche giorno di vacanza con qualche visita di città d’arte o scoprire nuove città per il mondo.

Vista la situazione geopolitica e la sicurezza, forse qualche spostamento all’estero sarà più complicato e rimanendo sui prezzi dei viaggi i costi non sono da meno dei prodotti alimentari.

Se già consideriamo il prezzo della benzina +4% e il diesel +26%, rispetto allo scorso anno, facciamo presto a fare due conti e renderci conto che anche la semplice uscita fuori porta non graverà poco nelle tasche degli italiani.

Lasciando la nostra automobile in garage guardando a una soluzione più comoda tra pullman, treni e aerei la situazione non si sposta di molto.

Calcolatrice alla mano gli aumenti, sempre secondo Federconsumatori, per il viaggio in treno registra un aumento del 11% in media con viaggi dal + 47% e picchi del 65%, i viaggi in pullman del +72%, mentre il viaggio in aereo gli aumenti partono dal +23%.

Aumenti senza fine, spesso immotivate e studiate appositamente, che danneggiano milioni di famiglie, lavoratori e studenti che si trovano fuori sede che vittime di questi rincari si trovano costretti a rimandare gli spostamenti o ad annullare i ricongiungimenti familiari.

Una situazione che incide fortemente anche sul lato psicologico della persona che appesantita dal sacrificio del lavoro, spesso in condizioni disagiate, non trova il sollievo nemmeno in queste circostanze di festa.

Sicuramente un monito alle istituzioni, al Governo, nell’impegno di una maggiore vigilanza in questi rincari con verifiche mirate per garantire una tutela ai cittadini perché questi giorni non siano un’occasione per speculare sulle tasche.

La Pasqua è alle porte, e speriamo che non ci siano altre soprese come quando il postino suona.

(*) Giornalista

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