Carburanti ancora sotto la lente di ingrandimento del governo, che segue con attenzione l’evolversi dei prezzi ed eventuali criticità o speculazioni e valuta di prorogare il taglio delle accise. Nel frattempo gli autotrasportatori annunciano il fermo nazionale dal 20 al 25 aprile in risposta “all’assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante”. Stamattina il prezzo medio in modalità ‘self service’ – rilevato dall’osservatorio del Mimit – lungo la rete stradale nazionale era sostanzialmente stabile, pari a 1,746 euro al litro per la benzina e 2,055 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,813 per la benzina e 2,118 per il gasolio. La situazione rischia però di complicarsi a partire dalla prossima settimana: martedì prossimo, il 7 aprile, scade infatti il taglio delle accise disposto dal governo. Senza il rinnovo della misura, calcola il Codacons, il prezzo medio del gasolio salirà sopra la media dei 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria, la benzina a 1,99 euro. Come spiegano fonti di maggioranza a LaPresse, in assenza di una soluzione del conflitto iraniano il governo si prepara a rinnovare l’intervento con un Consiglio dei ministri da convocare subito dopo Pasquetta. Per calibrare la nuova misura – innanzitutto per quel che riguarda la durata, si aspetta però di conoscere i dati preliminari dell’inflazione che l’Istat diffonderà mattina: saranno il primo ‘termometro’ degli effetti del conflitto sul carrello della spesa, visto che ingloberanno l’andamento dei prezzi di marzo.
Trasportounito, organizzazione di rappresentanza dell’autotrasporto, avrebbe voluto “iniziare ad effettuare il fermo dei servizi di trasporto merci sin da subito” ma come ha affermato il presidente nazionale dell’organizzazione Franco Pensiero, “il fermo nazionale è stato proclamato dal 20 al 25 aprile prossimi, nonostante le controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero e con l’auspicio che le proposte presentate per uscire dall’emergenza carburante siamo approvate con estrema urgenza”. L’associazione ha ribadito che “l’assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante, il quale incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto, potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei Tir nelle proprie rimesse e Trasportounito si impegna a sostenere questi atti con il massimo dell’assistenza sindacale”. Gli autotrasportatori di Unatras hanno deciso di lanciare “una mobilitazione nazionale contro il caro gasolio” e “scenderanno in piazza in 100 città italiane, convocando assemblee permanenti per decidere le prossime iniziative alla luce della situazione generata dalle tensioni internazionali in Medio Oriente”. Come ha spiegato l’Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci si tratta di “un passaggio che potrebbe rappresentare l’anticamera di una protesta ancora più ampia e organizzata sulle strade, qualora l’emergenza dovesse protrarsi”. Unatras ha sottolineato che “nonostante i provvedimenti adottati tempestivamente dal Governo, le imprese continuano infatti a fare i conti ogni giorno con un costo del gasolio stabilmente oltre i 2 euro al litro su gran parte della rete nazionale” e che si tratta di “una situazione ormai insostenibile per l’intero comparto del trasporto merci”. A questo si aggiunge “l’atteggiamento di una parte della committenza che, salvo rare eccezioni, non solo non riconosce gli incrementi dei costi dovuti al carburante, ma arriva addirittura a chiedere ulteriori sconti sui servizi di autotrasporto”.
Carburanti: Uilt, preoccupano ricadute su lavoratori autotrasporto
“Seguiamo con molta attenzione e preoccupazione la situazione di emergenza che si sta venendo a creare a causa del rincaro fuori controllo del carburante e che avrà certamente ricadute negative non solo sulle aziende e sugli utenti finali, ma anche sulle lavoratrici e i lavoratori dell’autotrasporto”. Così in una nota la Uiltrasporti, che inoltre evidenzia: “Ci auguriamo che il Governo ponga la giusta attenzione al problema che sembra essere condizionato più da logiche speculative che non da effettive esigenze di mercato”. “Anche nel caso del fermo nazionale delle società di autotrasporto annunciato oggi – conclude la Uiltrasporti – saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del settore per scongiurare che non siano proprio loro e i cittadini a pagare il prezzo più alto di questa preoccupante situazione”.
Red
Nella foto una delle recenti manifestazioni dell’autotrasporto
