“Le notizie e le conferme delle connessioni politico-istituzionali tra esponenti della criminalità organizzata legati al clan Senese – come Gioacchino Amico – e ambienti della destra ed esponenti di FdI sono ogni giorno più evidenti e ricche di particolari, grazie anche ai fari di luce accesi dal giornalismo d’inchiesta e da trasmissioni come Report”. Così i parlamentari Pd membri dell’Antimafia Verini, Serracchiani, Rando, Provenzano, Ghio, Mirabelli, Barbagallo, Valente, commentano le anticipazioni della trasmissione Report che mostra in un post sui social un selfie che ritrae Giorgia Meloni con Amico. “Dopo il caso Delmastro e i suoi rapporti con il prestanome dei Senese, Caroccia, il caso Gioacchino Amico – prosegue la nota del Pd -. Questi, oggi anche collaboratore di Giustizia sull’inchiesta Hydra (l’alleanza tra ‘Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra che ha sviluppato in Lombardia un grande sistema di criminalità, narcotraffico, usura, controllo di appalti e penetrazione nell’economia e nella politica) ha frequentato nel tempo esponenti politici della Destra, in particolare di Fratelli d’Italia – dalla sottosegretaria Frassinetti a una sua collaboratrice, alla senatrice Bucalo. Gli organi di informazione hanno perfino pubblicato un selfie di Amico con Giorgia Meloni, ‘catturato’ probabilmente durante una manifestazione politica. Ma Gioacchino Amico aveva anche libero accesso nei luoghi parlamentari, alla Camera in particolare, sempre – si legge – grazie ai rapporti con collaboratori di esponenti di FdI. Come mai? Chi lo autorizzava? Per quale motivo accedeva in Parlamento? Di quali interessi si faceva portatore? Sono domande ineludibili, come le risposte che attendiamo. Porteremo in Antimafia anche questo aspetto della vicenda Hydra e, con interrogazioni, anche nei due rami del Parlamento”. Secondo le anticipazioni di Report, il selfie di Amico con Meloni risale al 2 febbraio del 2019: “all’Hotel Marriott di Milano era presente l’intero gotha di Fratelli d’Italia – si legge nel post della trasmissione -. L’occasione era la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell’anno. Per questa ragione, si erano mobilitati il futuro presidente del Senato Ignazio La Russa e una lunga schiera di futuri ministri: Raffaele Fitto, Daniela Santanchè, Adolfo Urso, Guido Crosetto. Il pezzo forte era riservato per il gran finale della manifestazione: l’intervento della leader Giorgia Meloni. Tra militanti e dirigenti in sala ad accogliere la futura presidente del Consiglio, c’era, in prima fila, anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia”.
