La guerra di Trump

Sul blocco reciproco Iran Usa di Hormuz incombe l’ombra della Cina

 

di Giuliano Longo (*)

 

Trump ha annunciato l’inizio del blocco navale dello Stretto di Hormuz: “Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti avvierà la procedura per bloccare qualsiasi imbarcazione che tenti di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz”, ha scritto Trump. Potrebbe anche essere solo il suo “penultimo” avvertimento, ma la Marina statunitense avrebbe già intercettato navi in entrata e in uscita dallo stretto ispezionando quelle che avevano pagato l’Iran per il transito, accusando Teheran di non aver mantenuto la promessa di aprire lo stretto e ha definito quanto stava accadendo “un ricatto globale”.Il presidente americano ha inoltre attaccato l’Iran per la sua riluttanza ad abbandonare l’arricchimento dell’uranio. “L’unica cosa che conta è che l’Iran non sia disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari” questione che potrebbe anche apparire secondaria a fronte del rischio che il Mondo venga gettato nel baratro economico. Il movente del presidente statunitense è evidente: bloccare le esportazioni iraniane e costringere Teheran a fare concessioni, ma in in questo modo bloccherebbe completamente qualsiasi esportazione dal Golfo Persico, poiché – se prima solo le petroliere iraniane o quelle autorizzate dall’Iran potevano transitare per Hormuz – ora nessuno potrebbe più farlo. Dall’inizio della guerra, gli Stati Uniti hanno ritirato le proprie navi dal Golfo Persico, allontanandole dalla costa iraniana per minimizzare il rischio di danni da bombardamento, ma sabato scorso hanno tentato di inviare due cacciatorpediniere nel Golfo Persico, passando per Hormuz senza il consenso di Teheran. Il Pentagono ha cercato di insabbiare la vicenda quando il Segretario alla Difesa Hegseth, ha affermato che i cacciatorpediniere avrebbero presumibilmente attraversato lo stretto, ma poi il Dipartimento della Guerra statunitense ha ammesso che gli iraniani, semplicemente, non glielo avevano permesso.E la Marina iraniana, che secondo Trump sarebbe già stata “distrutta” ha ancora i mezzi per poter contrastare gli Stati Uniti, mentre le sue mine cominciano a galleggiare a filo d’acqua, nonostante Washington si sia appellata al diritto internazionale..L’articolo 3 della Convenzione ONU – sulla definizione di aggressione – afferma che un blocco navale dei porti costituisce un atto di aggressione armata contro uno Stato sovrano. Il che lascerebbe all’Iran il diritto di utilizzare tutti i mezzi necessari per difendersi. Norma che vale anche per la Turchia relativamente agli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, ma di ben altra rilevanza rispetto alla economia globale. Tuttavia l’ opzione, ancora più pericolosa, è che i paesi che acquistano petrolio dall’Iran, in particolare quelli asiatici, possano iniziare a scortare le petroliere con le proprie marine militari. Proposta alla quale ha per ora risposto solo la Gran Bretagna – disposta ad inviare solo navi per lo sminamento – che tuttavia presuppone almeno un durevole cessate il fuocoAnche la Cina, che ha la più potente flotta del mondo, potrebbe farlo. In tal caso, gli americani dovrebbero scegliere se permettere il passaggio di questi convogli o rischiare la guerra con una potenza nucleare. Non pare che l’Occidente sia gran che consapevole di questo rischio e sottovaluta che uno dei più grandi alleati dell’Iran è proprio la Cina gli interessi della quale sono seriamente minacciati dal blocco dello stretto.Se il flusso di petrolio e gas naturale dal Medio Oriente venisse interrotto, l’economia cinese ne risentirebbe gravemente poiché assorbe circa il 90% di tutto il petrolio esportato dall’Iran e i cinesi sulle questioni economiche sono molto sensibili. Nelle ultime settimane, diverse navi cinesi cariche di carburante per missili sono arrivate in Iran e il New York Times riporta che la Cina “potrebbe aver inviato un carico di missili portatili all’Iran per il suo conflitto con gli Stati Uniti e Israele”….La settimana scorsa un F/A-18 Super Hornet è stato quasi colpito da un missile lanciato a spalla – probabilmente di fabbricazione cinese – mentre secondo la CNN sembra che “la Cina si stia preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran nelle prossime settimane”…In tala caso – come in Ucraina – ci troveremmo di fronte a una guerra per procura senza fine con Cina – e forse Russia – ma quando a Trump è stato chiesto di questi rapporti di Intelligence ha risposto che Pechino “avrà grossi problemi”, minacciando anche di imporre alla Cina dazi del 50%. Nonostante l’annunciato incontro il prossimi mese fra Trump e il presidente cinese XI, negli ultimi diciotto mesi relazioni con la Cina si sono deteriorate notevolmente. Per ora, i cinesi continuano a cercare di mantenere un basso profilo sul conflitto con reiterati appelli alla pace, ma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha già ammesso pubblicamente che sia la Cina che la Russia stanno fornendo “cooperazione militare all’Iran”..La proposta del Tycoon che ogni Paese occidentale – in particolare l’Europa – protegga le proprie petroliere o gasiere con navi militari, rischia di coinvolgere il Mondo in un conflitto che solo Netanyahu e Trump hanno voluto e pianificato con mesi, se non anni, di anticipo.Né si intravedono attualmente spiragli che superino le pretese Iraniana e quelle americane in una cosa folle con la quale, davvero, è sempre più evidente che il “sonno della ragione sta generando Mostri”

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

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