di Balthazar
Le offerte di petrolio quest’anno non saranno sufficienti per coprire la domanda globale lo scive il rapporto di maggio dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie). Ad aprile, gli analisti si aspettavano un surplus di petrolio, ma ora, a causa delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, le previsioni sono state riviste e l’agenzia prevede una notevole riduzione sia della domanda che dell’offerta.
L’AIE prevede anche che le spedizioni attraverso lo stretto di Hormuz potranno gradualmente riprendesi solo dal terzo trimestre, fino ad allora, la continua incertezza manterrà i prezzi alti.
Secondo il rapporto deficit nel mercato mondiale del petrolio nel 2026 sarà di circa 1,8 milioni di barili al giorno (b/s), mentre ad aprile precedeva un surplus di 410 mila b/g. Una notevole revisione delle stime è associata alle interruzioni di approvvigionamento su larga scala da parte dei paesi del Golfo.
Nella revisione di maggio, l’agenzia ha peggiorato le stime e prevede che nel 2026 le forniture saranno ridotte di 3,9 milioni di bpd, quindi, entro la fine dell’anno, le forniture globali di petrolio ammonteranno a 102,2 milioni di b/g contro i 106,2 milioni sino all’aprile di quest’anno.
Il declino della produzione ha colpito principalmente i paesi del Golfo Persico, una regione chiave per l’OPEC. Ad aprile, la loro produzione (compreso il cartello del Qatar non membro della Organizzazione)) ammontava a 17,6 milioni di b/g inferiore di 14,4 milioni rispetto al periodo prebellici segnando il minimo in 35 anni , di conseguenza molti Paesi hanno inziato ad attingere dalle riserve strategiche che maezo sono state utilizzate per 400 milioni di barili di petrolio.
Ora l’Aie prevede che i consumi globali nel 2026 ammonteranno a 104,03 milioni di b/g con un calo è dovuto principalmente all’aumento dei prezzi, che sta già cominciando a frenare il consumo. Sullo sfondo dell’incertezza generale, l’attività commerciale si sta riducendo sia nelle economie sviluppate che in quelle in via di sviluppo.
Un ulteriore fattore di pressione sul mercato è il rapido calo delle riserve. Secondo l’Aie, a marzo-aprile, le riserve globali di petrolio sono diminuite di 246 milioni di barili avvertendo sui rischi di un nuovo balzo dei prezzi anche nei prossimi mesi, ma anche se gli evnti volgessero alla pace e allo sblocco di Hormuz gli operatori di mercato dovranno ricostruire la logistica e ripristinare le catene di approvvigionamento interrotte.
Sullo sfondo della guerra, i prezzi del petrolio del Brent in aprile hanno superato i $ 100 al barile, ricorda l’AIE.
Chi invece ne trae vantaggio è la Russia che ad aprile ha esportato 7,03 milioni di barili al giorno. Questo è solo 90 mila b/g al di sotto del livello di marzo, ma 480 mila b/g meno di un anno prima, allo stesso tempo, le entrate hanno continuato a crescere: con un aumento di 110 milioni solo a marzo. Il dato di aprile e metà maggio non è disponibile ma si prevede ancora un notevole incremento delle entrate per Mosca.
