Economia e Lavoro

Consumi: Bankitalia, se peggiora scenario macroeconomico effetti su fiducia famiglie

 

In Italia i maggiori rischi per la stabilità finanziaria derivano dai fattori internazionali. Lo afferma la Banca d’Italia nel suo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria n.1 del 2026. Fino allo scoppio del conflitto, si sottolinea, il quadro macrofinanziario era stabile. Successivamente si è registrato un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e, in misura contenuta, dello spread rispetto ai Bund; si è osservato anche un calo delle quotazioni azionarie, che, pur avendo recuperato le perdite, restano esposte a oscillazioni. Il funzionamento dei mercati è rimasto ordinato. La situazione di famiglie e imprese è nel complesso equilibrata, aggiunge Bankitalia, secondo la quale però un peggioramento dello scenario macroeconomico, in un contesto di incertezza, potrebbe riflettersi sul potere d’acquisto, sui costi e sul clima di fiducia.

Prospettive crescita restano incerte, debito è fonte vulnerabilità

In Italia le condizioni sui mercati finanziari hanno risentito del deterioramento del quadro geopolitico e dell’incremento della volatilità osservato dopo l’inizio delle ostilità in Medio Oriente. A fronte dei rischi esterni, tuttavia, i rischi di natura ciclica sono rimasti nel complesso contenuti, grazie alla solidità del sistema bancario, alla posizione creditoria netta sull’estero, al buon andamento degli investimenti, alla bassa disoccupazione e alla tenuta dei consumi privati. Le prospettive di crescita, si sottolinea, rimangono tuttavia incerte. Sul fronte della finanza pubblica, lo scorso anno l’indebitamento netto si è ridotto al 3,1 per cento del prodotto, grazie all’aumento dell’avanzo primario. L’elevato peso del debito pubblico rimane una fonte di vulnerabilità, soprattutto in presenza di tensioni sui mercati finanziari internazionali.

Situazione finanziaria equilibrata, ma quadro di grande incertezza

La situazione finanziaria delle imprese si conferma nel complesso equilibrata. Nel corso del 2025 le condizioni di redditività sono migliorate. Le riserve di liquidità sono elevate; l’indebitamento resta contenuto sia in prospettiva storica sia nel confronto con l’area dell’euro. Il credito ha ripreso a espandersi. Lo afferma la Banca d’Italia nel suo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria n.1 del 2026. La crescita è stata prevalentemente trainata dalle aziende più grandi, ma ha interessato anche le più finanziariamente solide tra quelle di minore dimensione. Il quadro rimane caratterizzato da elevata incertezza, sottolinea il Rapporto, con recenti indagini che rilevano segnali di peggioramento delle prospettive a breve termine.

Intermediari finanziari esposti a rischi se conflitto si prolunga

Gli intermediari finanziari sono esposti a rischi che potrebbero materializzarsi in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, ma il sistema bancario resta caratterizzato da elevati livelli di patrimonializzazione e di redditività, e anche il settore assicurativo si conferma solido.

Il sistema bancario affronta le tensioni seguite allo scoppio del conflitto da una posizione robusta. La redditività rimane elevata e la posizione patrimoniale è solida. Il tasso di deterioramento dei prestiti è lievemente diminuito. L’esposizione diretta verso i settori più colpiti dai rincari energetici è nel complesso contenuta. L’aggravarsi del quadro geopolitico e l’aumento dell’incertezza, si sottolinea nel Rapporto, possono però esporre le banche a rischi indiretti: da un lato l’aumento del costo della raccolta, in relazione all’inasprimento delle condizioni sui mercati finanziari; dall’altro il deterioramento della qualità degli attivi, per le conseguenze che i rincari potrebbero avere sulla capacità di rimborso dei prestiti da parte delle imprese.

Il settore assicurativo si conferma solido, grazie all’elevata patrimonializzazione, alla crescita della raccolta premi e ai miglioramenti della redditività e delle condizioni di liquidità. In prospettiva la redditività potrebbe risentire dell’ampliamento delle minusvalenze latenti, riconducibile all’incremento dei rendimenti dei titoli pubblici; un aumento delle pressioni inflazionistiche potrebbe ripercuotersi sul comparto danni. Nel 2025 il risparmio gestito italiano ha continuato a crescere. A seguito del conflitto la raccolta netta dei fondi comuni è divenuta negativa (come nel resto dell’area). I rischi rimangono comunque moderati.

Red

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