Esteri

Cbs, Bari Weiss caccia la corrispondente non allineata su Israele. Al suo posto la giornalista dello scandalo Unrwa

La Cbs, sotto l’influenza della nuova caporedattrice Bari Weiss, ha esonerato la giornalista Claire Day per sostituirla con Shayndi Raice.

di Roberto Vivaldelli (*)

Un licenziamento eccellente, una sostituzione controversa e un impero mediatico che cambia volto. A sei mesi dall’acquisizione da 8 miliardi di dollari di Paramount Global da parte di Skydance Media, la società del magnate pro-Israele David Ellison, la Cbs sta vivendo una delle trasformazioni più profonde e controverse della sua storia. Al centro della tempesta, l’arrivo della nuova caporedattrice Bari Weiss (nella foto) e il licenziamento dei giornalisti non allineati con la linea editoriale ora marcatamente filo-israeliana e in linea con l’agenda politica dell’editore. L’ultimo atto di quella che il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald definisce la creazione di un vero e proprio Israel State Media, arriva da Londra, e ha il sapore amaro di una resa dei conti interna.

Secondo quanto riportato dal New York Post, la Cbs ha esonerato la capa dell’ufficio di Londra, Claire Day, una giornalista con quasi 25 anni di carriera nel network, in seguito a scontri con la nuova direttrice editoriale Bari Weiss sulla copertura delle guerre a Gaza e in Iran. Day, che secondo fonti interne aveva spinto per una copertura più equilibrata, non avrebbe superato un «indefinito test di purezza» imposto dalla nuova dirigenza. Come riporta Yahoo News citando la newsletter Status, la Weiss, autodefinitasi una «fanatica sionista», riteneva che la Day fosse «eccessivamente favorevole alla parte palestinese» e che l’ufficio di Londra fosse quindi «fazioso contro Israele».

La Day sarà sostituita, con effetto dall’11 maggio, da Shayndi Raice, ex vice-capo dell’ufficio per il Medio Oriente del Wall Street Journal (WSJ), residente a Tel Aviv. Suo suocero è Rabbi Avi Weiss, fondatore dell’Hebrew Institute of Riverdale e figura di spicco dell’Open Orthodoxy, che è stato il rabbino personale di Jonathan Pollard (la spia americana condannata per aver passato segreti sensibili a Israele negli anni Ottanta).

La nuova direttrice: curriculum controverso

Ma il curriculum di Raice parla da sé, e non sempre in modo positivo. Secondo il giornalista Max Blumenthal, Raice avrebbe presieduto alla stesura di un rapporto del Wsj, poi ampiamente screditato, che nel gennaio 2024 affermava falsamente che il 12% dei dipendenti dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) avesse partecipato all’attacco del 7 ottobre, e che il 10% avesse legami con gruppi armati.

 

La notizia, che non è mai stata verificata dallo stesso Wsj, ebbe conseguenze devastanti. Gli Stati Uniti e una dozzina di altri Paesi sospesero immediatamente i finanziamenti all’Unrwa, bloccando circa 450 milioni di dollari di fondi essenziali e contribuendo a creare le condizioni per una carestia diffusa a Gaza.

Come rivelato da Semafor, mesi dopo la pubblicazione, la redazione del WSJ ammise di non sapere – e di non sapere ancora – se le accuse fossero vere. Eppure, il danno era fatto: la notizia falsa aveva fornito la giustificazione ideale a Israele per bandire l’Unrwa, bombardare le sue strutture e sostituirla con la Gaza Humanitarian Foundation.

Il potere dietro le quinte: Larry Ellison

Ma l’ombra più lunga non è quella di Bari Weiss o di Shayndi Raice, bensì quella di Larry Ellison, il fondatore di Oracle e padre di David Ellison. Con una fortuna stimata intorno ai 300 miliardi di dollari, Larry Ellison è il principale finanziatore dell’intera operazione. E il suo attivismo politico è fortemente orientato. Naturalmente a sostegno degli interessi israeliani.

 

Ellison è uno dei principali donatori privati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), con donazioni che supererebbero i 26 milioni di dollari. La sua vicinanza al primo ministro Benjamin Netanyahu, da lui definito un amico personale, è nota e ben documentata. Non solo: Ellison ha sostenuto il Segretario di Stato Marco Rubio con 5 milioni di dollari versati al super Pac Conservative Solutions durante le primarie del 2015-2016. Ora la sua famiglia ha creato un vero e proprio impero mediatico che ha le idee chiarissime: e chi non si adegua, viene sostituito. Come accaduto a Claire Day.

(*) InsideOver

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