di Giuliano Longo (*)
Per molti in Occidente una svolta militare ucraina sarebbe imminente, in altre parole, la popolazione ucraina rimane impegnata in combattimenti senza fine, ma è una illusione che è difficile far quadrare con la resistenza, talora anche violenta, alla coscrizione forzata.
Da anni circolano video di cittadini ucraini che vengono rapiti per il servizio militare dalle strade o dalle loro case talora anche da uomini mascherati, operazioni che fanno parte di uno sforzo di mobilitazione che peraltro inquinato da una serie di scandali per corruzione , senza contarele denunce di reclutamento anche di disabili mentali e fisici.
Non sorprende che la coscrizione forzata sia stata impopolare
Una petizione che chiede la fine della mobilitazione nei luoghi pubblici ha rapidamente superato la soglia delle 25.000 firme. Non solo, gli agenti di reclutamento hanno docuto affrontare anche rabbiose proteste delle comunità locali.
L’anno scorso, il difensore civico ucraino per i diritti umani dell’Ucraina, Dmytro Lubinets, ha rivelato che le denunce contro gli ufficiali di arruolamento dei Centri di reclutamento territoriale (TRC) sono state oltre il 33.000% dall’inizio della guerra.
Con il passare della guerra, la disobbedienza civile contro le pratiche di coscrizione è diventata sempre più violenta
A dicembre un reclutatore è stato ucciso a coltellate all’inguine da un uomo al quale aveva chiesto di vedere i documenti che ha attaccato anche altri 3 agenti prima di fuggire. Sempre a dicembre sono stati pestati a sangue alcuni ufficiali del TRC che cercavano controllare i documenti. ,
Come osserva il quotidiano Kyiv Independent i video di pratiche violente di “reclutamento” sono stati “inizialmente liquidati come un’esagerazione alimentata dalle reti di disinformazione russe”, ma in realtà questi eventi coincidono con la carenza di manodopera e un forte calo dell’arruolamento volontario.
La violenza si è intensificata sanche quest’anno. A gennaio diquest’anno. un ufficiale reclutatore è stato ucciso mentre tentava di bloccare uno dei coscritti che stava scortando e che tentava di fuggire. A febbraio ci sono stati altri 2 attacchi contro gli agenti del TRC a Kharkiv e nell’Oblast’ di Leopoli, dove un minivan guidato da reclutatori è stato assalito fuori liberando il coscritto che stavano trasportando.
La prima settimana di aprile si sono verificati 3 accoltellamenti in 4 giorni con un reclutatore colpito al collo da un funzionario doganale il cui fratello stava per essere reclutato con la forza. Pochi giorni dopo, un gruppo di adolescenti ha aggredito gli ufficiali del TRC per proteggere un uomo che stavano cercando di arruolare. Il mese si è chiuso con un soldato di 48 anni che ha sparato un’arma automatica contro un’auto in cui erano gli agenti del TRC mandandone due in ospedale. Solo pochi giorni fa un altro cittadino nel tentativo di schivare il reclutamento ha accoltellato 2 agenti mentre cercavano di controllare I suoi documenti.
Secondo i dati del governo, questi incidenti sono solo una manciata degli oltre 600 attacchi contro ufficiali di arruolamento effettuati dall’inizio della guerra, con il numero di aggressioni quasi triplicato dal 2024 al 2025, quando sono stati registrati 341, mentrenei primo 4 mesi di quest’anno si sono già registrati 117 aggressioni.
Eppure I sondaggi d’opinione più recenti descrivono una popolazione ucraina disposta a combattere a tempo indeterminato fino alla vittoria militare, come è possibile?
Volodymyr Ishchenko, ricercatore associato presso l’Istituto di studi dell’Europa orientale, Freie Universität Berlin, osserva che “quasi tutti questi sondaggi riguardano esclusivamente il territorio sotto il controllo del governo ucraino. Ciò significa che non sondaggiano gli ucraini in Crimea, nel Donbas, nei territori occupati e nemmeno quelli emigrati nell’UE e in Russia come rifugiati che sono milioni. Quindi fino a un terzo della popolazione totale di coloro che hanno passaporti ucraini non vengono intervistati”.
Ma anche altri numeri rivelano la riluttanza degli ucraini alla Leva
Il ministro della Difesa ucraino ha rivelato che in un anno sono stati individuati 2 milioni di renitenti e 200.000 casi di diserzione. Mentre l’arruolamento volontario guidava i primi mesi di guerra, la coscrizione riguarda ora il 70% del reclutamento. Nè è un esempio anche il tentativo di Kiev di recuperare alla leva i cittadini ucraini fuggiti in Europa. Recupero non concesso da molti Stati UE.
La stampa ucraina, quando riesce a superare le censure, denuncia che gli ucraini benestanti sono in grado di pagare pedr evitare il reclutamento usando anche la corruzione, mentreil comandante della Guardia Nazionale ha esortato coloro che “hanno problemi di denaro” a unirsi all’esercito.Una sorta di “arricchitevi” sulla propria pelle.
Infine secondo analisi ufficiali del numero di vittime al fronte la stragrande maggioranza delle persone uccise in azione proviene in modo sproporzionato dalle piccole città, dove i tassi di povertà tendono ad essere più alti.
Il prolungamento della guerra ha già creato una crisi economica e finanziaria tenuta a galla dall’Europa, aggravata anche dai milioni di euro di sussidi erogati alle famiglie dei soldati uccisi.
Ma tornando al reclutamento, è un tema poco conosciuto dall’opinione pubblica soprattutto Europea e raramente trattato dai media. I rapporti in lingua ucraina sul problema raramente vengono tradotti in inglese, mentre si si enfatizza quotidianamente l’imminente crollo della Russia. E così, coloro che più ardentemente sostengono l’Ucraina tifano involontariamente per politiche repressive che ne garantiscano la distruzione graduale.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
