“Netta contrarietà” viene espressa da Confcommercio Napoli “alle recenti misure restrittive sugli orari dei locali”. Confcommercio giudica il provvedimento del Comune di Napoli “inutile e dannoso per l’intera filiera commerciale e turistica”.
Una delegazione guidata dal presidente di Confcommercio Napoli Massimo Di Porzio è stata ricevuta in audizione alla Commissione legalità del Consiglio comunale di Napoli. “La gestione ordinata della vita notturna rappresenta al contrario un presidio fondamentale di sicurezza, legalità e accoglienza che mantiene la città viva e illuminata. Il rumore e la cosiddetta malamovida – ha detto Di Porzio – non nascono dai clienti seduti ai tavoli di bar e ristoranti, bensì da assembramenti spontanei e spesso alimentati dal commercio abusivo di alcolici, come dimostra il caso di Piazza San Domenico Maggiore, dove il caos persiste nonostante le attività regolari chiudano entro la mezzanotte. Imporre il divieto di utilizzo dei dehors dopo le ventiquattro rischierebbe solo di desertificare il centro cittadino, danneggiando l’occupazione di migliaia di addetti e l’immagine turistica della città, introducendo peraltro ingiuste disparità con le zone limitrofe escluse dai divieti. Già in passato, limitazioni simili sull’asporto si sono rivelate del tutto inefficaci sul fronte dell’ordine pubblico, confermando che l’amministrazione sta scaricando sulle imprese responsabilità che spettano invece alle forze dell’ordine”. Confcommercio Napoli chiede “la sospensione immediata dell’ordinanza su San Domenico Maggiore, ritenuta illegittima per la sua eccessiva estensione temporale e territoriale, e invoca l’applicazione della normativa nazionale che consente la somministrazione fino alle tre del mattino”. L’associazione propone invece di “affrontare il problema in modo strutturale attraverso l’approvazione del nuovo regolamento sui dehors fermo da due anni, l’avvio di pedonalizzazioni strategiche per eliminare il caos dei motoveicoli e l’intensificazione dei controlli con presidi fissi di sicurezza. Diventa inoltre fondamentale fare chiarezza sulle definizioni normative per evitare contenziosi sui controlli, specificare che l’orario di chiusura si riferisce solo al pubblico e attivare finalmente la Consulta e il Delegato alla Notte, così da aprire un tavolo di programmazione partecipata tra le istituzioni e le imprese sane del territorio”, conclude Confcommercio Napoli.
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