Cronaca

Modena: convalidato fermo di El Koudri, rimarrà in carcere in isolamento psichiatrico

di Emilio Orlando (*)
Il Gip di Modena ha convalidato il fermo di Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto con l’auto decine di persone nel centro storico della città, disponendo la custodia cautelare in carcere. Al termine dell’udienza, la difesa ha annunciato la richiesta di una perizia psichiatrica, mentre il giudice ha ordinato che l’uomo venga sottoposto a un periodo di osservazione delle sue condizioni mentali, con l’eventuale trasferimento in strutture penitenziarie specializzate. Restano le accuse di strage e lesioni gravissime, mentre la Procura non ha contestato né l’aggravante del terrorismo né quella dell’odio razziale o della premeditazione. Secondo il difensore Fausto Gianelli, il quadro che emerge sarebbe quello di “una mente profondamente disturbata”. L’avvocato, intervenuto a Mattino Cinque, ha spiegato come il suo assistito vivesse una forte frustrazione legata al lavoro: “Aveva concluso l’università con il massimo dei voti, ma non riusciva a trovare un impiego adeguato. Non è questa la spiegazione del gesto, ma credo che queste difficoltà abbiano aggravato una situazione psichica già compromessa”. Il legale ha anche escluso che il giovane si sentisse emarginato per le proprie origini marocchine. “Parla italiano con accento modenese e il Marocco per lui è soltanto il Paese dove vive il nonno, che ha visitato pochissime volte. Si sente completamente italiano”, ha dichiarato. Gli investigatori stanno analizzando computer, cellulari, email e profili social del 31enne. Alcuni vecchi messaggi avevano fatto ipotizzare un possibile estremismo religioso, ma la difesa ridimensiona questa pista. “Anni fa frequentava la moschea, poi ha abbandonato del tutto la religione islamica. Dal 2022 i suoi messaggi parlano soprattutto di persecuzioni e ossessioni personali: scriveva che ‘il diavolo mi perseguita’ e che tutti ce l’avevano con lui”. Secondo Gianelli, El Koudri sarebbe ancora in uno stato di forte confusione mentale. “Ricorda solo frammenti di quanto accaduto, spesso dopo che glieli ricordo io. Ripete soltanto: ‘Andavo più forte che potevo’”. Il giovane avrebbe seguito in passato un percorso terapeutico in un centro di salute mentale, interrotto dopo circa un anno e mezzo. “Prima deve essere visitato e sottoposto a una terapia farmacologica che lo stabilizzi. Solo allora si potrà capire davvero cosa è successo”, ha aggiunto il difensore.
Intanto resta gravissimo il bilancio dell’investimento. Tra le persone ferite c’è anche una turista tedesca che ha subito l’amputazione delle gambe. A soccorrerla per prima è stata Viktoria Prudka, infermiera del Policlinico di Modena, presente in centro con la figlia. “Abbiamo sentito un boato e poi le urla. Ho visto una persona a terra e la macchina sul marciapiede. Pensavo a un incidente, poi ho capito che era molto più grave”. La donna ha raccontato di aver prestato i primi soccorsi insieme a un medico: “Ho tagliato i pantaloni della signora e utilizzato una cintura per fermare l’emorragia. In Ucraina ho studiato da paramedico e sapevo come intervenire”. Poi il dialogo con la vittima: “Le ho detto: ‘Sono un’infermiera, sei in buone mani’. Lei mi ha risposto: ‘Anche io’. Mi si è stretto il cuore”.
(*) La Presse

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