“È una situazione difficile da spiegare ma anche da prevedere. Con Donald Trump al potere, uno non sa mai cosa succederà. I cubani in questo momento stanno ricevendo molte informazioni che vengono da Miami, ma nella mia esperienza, la lettura e interpretazione dei fatti di Cuba che si dà da Miami molto spesso è sbagliata. È sempre una visione reazionaria e vendicativa. Ascolto da parte di deputati democratici la speranza che Cuba torni nell’orbita degli Stati Uniti. Mi sembra irrealistica”.
Lo dice in una intervista a Repubblica lo scrittore Norberto Fuentes, scrittore e giornalista cubano che ha partecipato alla Rivoluzione e negoziato pace in Angola. “Qualsiasi cambiamento che sia indotto attraverso a un’operazione militare sarà un bagno di sangue. Mi auguro che Trump abbia imparato dall’Iran che la guerra asimmetrica non serve a nulla – afferma – L’esercito cubano è praticamente inesistente, però si ci sono persone che non cederanno.
È un Paese con 600mila militanti del partito. Un intervento armato sarebbe sanguinoso da entrambe le parti. È una situazione difficile dal punto di vista militare, ma oltre a questo la domanda è: prendere il Paese con quale scopo? Per dare cibo e denaro a dieci milioni di morti di fame? Non ne capisco il senso. Chiaro, la logica potrebbe essere che Trump ha bisogno di un trionfo. Ma i cubani non sono i venezuelani”. Secondo Fuentes, “bisogna apportare i cambi necessari per introdurre un’economia di mercato all’interno di un governo socialista. E poi Cuba, in questo momento, ha una pessima macchina di propaganda, il giornale Granma è una schifezza. Il presidente Díaz Canel è una mummia. Raúl Castro ha quasi 95 anni: qualsiasi giorno potrebbe mettersi a dormire e non svegliarsi. Lo dico da amico di Raúl. Dunque la speranza è che ci sia una leva di ufficiali, colonnelli e dirigenti che possano essere portatori del cambiamento”. ”
Da quello che vedo sono episodi di protesta spontanei ma 1solati, che vengono subito spenti. Una sollevazione popolare in questo Paese è molto difficile. Perché ci sarebbero due sollevazioni: c’è molta gente che non lo permetterà, perché è ancora convinta sostenitrice della Rivoluzione. Cio che sta facendo Marco Rubio, asfissiare il Paese in questo modo, è senza precedenti. E compatta la resistenza”, sottolinea.
