Esteri

I raid di Usa e Israele e la dura controffensiva del regime iraniano

di Andrea Maldi

“Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali. Speriamo che le Guardie rivoluzionarie e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme per riportare il Paese alla grandezza che merita… 48 comandanti eliminati in un colpo. Affondate 9 navi e distrutto il loro quartier generale, a parte questo la Marina iraniana va bene…. Gli attacchi militari sono stati un successo, abbiamo inflitto danni enormi. Ci vorranno anni per ricostruire… L’operazione durerà 4 settimane o meno. Ci saranno vittime, ma sarà un grande affare”, ha pubblicato il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth subito dopo la morte del leader iraniano Ali Khamenei, ucciso durante i blitz nella residenza della Guida Suprema a Teheran, avvenuta nelle prime ore di sabato scorso. Ucciso anche l’ex presidente Mahmud Ahmadinejad, anche se il suo ufficio ha negato la notizia della morte diffusa dai media iraniani.

 

Durissima la replica dei pasdaran che hanno assicurato una punizione esemplare agli artefici dell’assassinio dell’ayatollah Khamenei: “Condanniamo gli atti criminali e terroristici commessi dai governi malvagi degli Stati Uniti e del regime sionista, la mano vendicativa della nazione iraniana non li lascerà andare prima di aver inflitto agli assassini dell’imam della Umma una punizione severa e decisiva di cui si pentiranno. Con il martirio della guida suprema, la sua strada e la sua missione non andranno perdute né dimenticate, ma saranno al contrario portate avanti con maggiore vigore e zelo”, hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione iraniani.

Secondo le stime delle autorità iraniane a seguito dei raid di Usa e Israele sarebbero morte oltre 200 persone, ferite circa 750 e bombardata una scuola elementare femminile a Minab nell’entroterra dello Stretto di Hormuz, dove sono state uccise quasi 150 persone per lo più studenti.

La risposta dello Stato della Mezzaluna rossa ai raid è stata vigorosa: bombardate basi statunitensi in Bahrain, Kuwait e Qatar e lanciati razzi e droni anche su aeroporti e strutture ad Abu Dhabi, Doha, Dubai e Manama. Le linee aeree sono state momentaneamente interrotte, lasciando a terra migliaia di turisti, tra i quali anche italiani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che nella serata di ieri è riuscito a tornare in Italia con un aereo militare. L’unica Paese ad essere stato risparmiato – per ora – dalla vendetta iraniana è l’Oman, probabilmente perché mediatore dei colloqui sul nucleare tra Usa e Iran.

Non sono stati risparmiati neanche la Giordania e Israele, che hanno visto arrivare una pioggia di missili tuttavia intercettati dai sistemi di difesa, determinando comunque alcune decine di feriti israeliani. Tra i quali un razzo che ha colpito un condominio nel villaggio di Beit Shemesh, a circa una trentina di chilometri da Gerusalemme, provocando almeno 9 vittime e circa 45 persone tra feriti e dispersi.

 

Cina e Russia si dicono preoccupate per una potenziale escalation in tutta la regione dei Paesi del Golfo, accusando Israele e Stati Uniti di un attacco immotivato contro l’Iran e di inottemperanza delle norme del diritto internazionale.

 

Intanto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani crea una “Task Force Golfo”, che potenzierà l’efficacia dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambascerie e degli uffici diplomatici di rappresentanza nella regione per gestire le richieste di supporto di migliaia di cittadini italiani bloccati negli Stati arabi del Golfo Persico.

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