Di Balthaza
Il bilancio per la Difesa proposto da Trump
All’inizio di questo mese, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth si è presentato alle Commissioni per gli stanziamenti della Camera e del Senato difendendo la proposta di bilancio militare da 1.500 miliardi di dollari nel bilancio federale del prossimo anno.
Secondo la Casa Bianca, questo aumento del 66% servirebbe a sconfiggere qualsiasi avversario realizzando quel “Dream Military” vagheggiato da Trump. Eppure questo piano non passerà indenne dalle magli del Congresso poichè questa grande strategia è senza scopo e autolesionista.
Secondo i suoi sostenitori, questa pioggia di miliardi servirà a contrastare “le minacce più complesse” comprese quelle della Cina e della Russia. Non solo, ma potrebbe anche rassicurare i suoi alleati e partner e incentivandoli a raddoppiare gli aumenti del proprio bilancio della difesa.
Gli aumenti di stipendio del 5-7% proposti per I militari dolvrebbero superare le sfide poste dal reclutamento, ma quello che conta sono le massicce assegnazioni alla difesa missilistica e altre risorse di combattimento, che devono già coprire le capacità americane parzialmente esaurite dalle guerre in Ucraina e Iran.
Il bilancio della difesa americana salirebbe così dal 3 al 4,5% del PIL contro una media del 4,8% durante la Guerra Fredda. In effetti, la Casa Bianca prevede di compensare la sua spesa militare con la riduzione del 10% ( in sanità, servizi sociali e altri settori dei quali Trump ritiene dovrebbero farsi carico I vari stati dell’Unione. Ma sono misure che rappresentano solo 73 miliardi di dollari.
Il progetto di Trump potrebbe indebolire l’America anche se solo parzialmente attuato
In primo luogo, influenzerebbe negativamente la salute finanziaria del paese. Nel giro di un decennio, un budget militare di 1500 miliardi potrebbe aggiungere quasi I 6000 miliardi al debito federale americano, che attualmente si attesta sui 39mila miliardi, causando altre resrrizioni sulla sicurezza sociale, l’assistenza sanitaria e il medicaid, per il pagamento degli interessi.
I sostenitori – come d’altronde anche in Europa – sostengono che questa spesa militare potrebbe stimolare l’economia e rivitalizzare l’industria americana, con una crescita a lungo termine dell’occupazione che oggi è molto più bassa rispetto ad altri settori quali l’istruzione e l’assistenza sanitaria..
I rischi dell’escalation al primato militare
Inoltre l’inseguimento del primato militare potrebbe portare gli Stati Uniti a ripetere alcuni dei peggiori errori strategici dell’era post-Guerra Fredda, nella illusione di potere ancora padroneggiare gli aspetti psicologici, materiali e strategici della nuova guerra. Mentre sottovaluta la resilienza dell’avversario come in Iran o addirittura fallendo come in Vietnam, Iraq e Afghanistan trascurando ulteriormente le opzioni politiche e diplomatiche alternative.
I recenti tentativi di Biden di sconfiggere la Russia in Ucraina e di Trump per contrastare l’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico e distruggere il regime iraniano, non ispirano ottimismo per il futuro.
Di fatto la proposta della Casa Bianca potrebbe perpetua il complesso industriale-militare americano alimentando l’inflazione delle possibili minacce che accresceranno la tentazione di perseguire interventi all’estero come è avvenuto per il Venezuela e potrebbe avvenire per Cuba, Panama e Groenlandia.
Invece di immaginare un accumulo militare autolesionista, l’amministrazione Trump dovrebbe rilanciare la visione prudente che aveva inizialmente promesso come uomo di pace nell’esclusivo interesse del suo grande Paese, riconoscendo i limiti intrinseci del potere militare e i costi elevati esercitati sul popolo americano.
