Confesercenti, quadro su fiducia in chiaroscuro ma meglio di attese
“Gli indicatori sulla fiducia di consumatori e imprese, diffusi oggi dall’Istat, confermano un quadro economico in chiaroscuro ma migliore delle attese rispetto alle forti tensioni internazionali degli ultimi mesi.
La fiducia delle famiglie torna a crescere, recuperando il calo registrato tra marzo e aprile, pur restando su livelli inferiori rispetto all’inizio dell’anno. Più debole invece il clima tra le imprese, con un nuovo arretramento – per il secondo mese consecutivo – che coinvolge soprattutto i servizi e il turismo. Mostra, invece, lievi segnali di tenuta il commercio al dettaglio, anche se peggiorano le attese sulle vendite future”. Così Confesercenti in una nota.
“In particolare, la fiducia delle famiglie registra una risalita dell’indice a un valore di 93,4, tale da assorbire interamente il calo del bimestre marzo-aprile, con un miglioramento sia delle aspettative sia della percezione della situazione personale. Cionondimeno, l’indicatore resta 4 punti al di sotto del livello dello scorso febbraio (97,4) e 3,1 punti al di sotto del maggio 2025 (96,5)”, prosegue Confesercenti, secondo cui “il permanere della crisi del Golfo, l’aumento dei prezzi dell’energia ed i primi segnali di accelerazione inflazionistica non si stanno quindi traducendo in un ulteriore ribasso del clima di fiducia delle famiglie, ma l’arretramento rispetto alle condizioni di inizio anno resta consistente e a ciò potrebbe corrispondere un rallentamento della spesa per consumi nel corso del secondo trimestre”. “Meno favorevoli sono le risultanze per le imprese: l’indicatore composito scende da 95,1 a 94,1, mostrando il secondo mese di seguito di discesa (-3 punti rispetto a febbraio-marzo) mentre nei servizi di mercato si registra un peggioramento diffuso delle componenti della fiducia, in particolare nel turismo, dove in 2 mesi l’indice ha perso oltre 20 punti. Unico segnale in controtendenza è il commercio al dettaglio, che migliora solo lievemente, da 100,8 a 101,0, grazie a giudizi migliori sulle vendite e a scorte in riduzione, ma restano in peggioramento le attese sulle vendite future. In tutti i comparti gli indicatori si collocano comunque al di sotto dei valori di inizio anno”, sottolinea Confesercenti. “Per il turismo e per le imprese del commercio, dunque, il messaggio sembra chiaro: c’è una base di fiducia dei consumatori che può sostenere la domanda, ma il contesto resta ancora incerto e non consente di abbassare la guardia. Servono misure capaci di rafforzare i consumi, soprattutto a favore delle piccole imprese del terziario, che continuano ad operare in uno scenario fragile e disomogeneo. In particolare, anche in vista dell’avvio della stagione turistica, è importante mantenere i provvedimenti finora adottati volti a contenere il caro carburanti, che fino ad oggi hanno permesso di garantire la tenuta complessiva del sistema economico”
Codacons, luci e ombre su dati fiducia, pesa crisi in Medio Oriente
“Luci e ombre sull’indice della fiducia di consumatori e imprese”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. “La crisi in Medio Oriente continua a far sentire i suoi effetti sulla fiducia delle famiglie: a maggio, nonostante il miglioramento dell’indice dei consumatori, il dato rimane a livelli decisamente inferiori rispetto al periodo pre-conflitto – spiega il Codacons – Male invece le imprese, che registrano un clima negativo e un generalizzato rallentamento della fiducia”. “Tra i comparti che registrano le performance peggiori si segnalano i servizi turistici che a maggio segnano un crollo verticale dell’indice sulla fiducia, che passa da 122,1 di marzo a 101,2 di maggio – evidenzia il Codacons – Nonostante le rassicurazioni degli operatori del settore, è evidente come il comparto dei viaggi e del turismo stia pagando il conto del conflitto in Medio Oriente, con caro-jet fuel e rischio cancellazione dei voli che ha affossano le aspettative del settore”.
Unc, risale la fiducia ma è solo un rimbalzo
“Risale la fiducia, ma, almeno per ora, è solo un rimbalzo tecnico. Si recupera, infatti, il calo che si era registrato in aprile, tornando esattamente al livello di marzo. Peccato che due mesi fa la fiducia sia precipitata, crollando dal 97,4 di febbraio a 92,6 di marzo, con una caduta di ben 4,8 punti percentuali. Un gap, quindi, che non abbiamo recuperato e che resta intatto”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il dato Istat sulla fiducia dei consumatori che a maggio risale a 93,4 da 90,8 di aprile. “Insomma, bene che non sia proseguita ulteriormente la discesa ma certo non vi può essere alcun entusiasmo per un dato che, non considerando marzo 2026, è un record negativo che non si registrava da ottobre 2023 quando era pari a 91,1. Preoccupante, poi, che peggiori ancora il giudizio sulla situazione economica dell’Italia che dopo essere già diminuito in aprile, prosegue la sua flessione. Una bocciatura che certo dipende dall’effetto Iran ma anche dalle contromisure che il Governo non ha saputo mettere in campo, lavandosi le mani ad esempio del caro bollette e intervenendo in modo troppo fiacco contro il caro carburante”, conclude Dona.
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