“Electrolux ha ricevuto cospicui finanziamenti pubblici, ma nonostante questo l’azienda ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi e la chiusura del sito di Cerreto D’Esi. I 1.700 esuberi, tra l’altro, non riguardano solo la produzione ma anche la ricerca e sviluppo. Abbiamo appreso che l’azienda, nonostante l’impegno preso il giorno 25 maggio al Mimit di non procedere con azioni unilaterali, ha avviato proprio oggi produzioni gemelle in Polonia rispetto a quelle del sito italiano di Cerreto d’Esi. Lo spostamento delle produzioni nello stabilimento polacco quindi avviene senza neanche aspettare la riconvocazione del tavolo al Mimit prevista per il 15 giugno. Le Istituzioni, Governo, Regioni e Comuni si sono uniti alle richieste dei sindacati di ritirare il piano. Attualmente c’è un piano che preannuncia un nuovo piano che è la dismissione di Electrolux dall’Italia. Siamo di fronte ad un piano che aggraverebbe la situazione degli stabilimenti italiani che in questi anni hanno raggiunto importanti obiettivi grazie ai sacrifici fatti dalle lavoratrici e dai lavoratori. E’ necessario che il Governo discuta direttamente con la proprietà per ottenere il ritiro del piano: l’accordo con la cinese Midea sembra essere una vendita mascherata per aggirare le normative italiane a partire dalla golden power”. Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico, in audizione davanti alle Commissioni riunite Attività produttive e Lavoro della Camera
