Economia e Lavoro

Iran: Oxford Ecomics-EY, Pil globale in calo a 2,5%, recessione se guerra prolungata

La guerra in Medio Oriente e i conseguenti shock energetici hanno innescato un forte rallentamento della crescita a livello globale, pur senza configurare al momento una recessione mondiale. Oxford Economics stima per il 2026 una crescita globale intorno al 2,5%, in netto calo rispetto al 3% previsto prima della guerra nel Golfo Persico.

È quanto emerge dalla presentazione dell’Outlook macroeconomico, durante l’evento “Scenari macroeconomici e intelligenza artificiale: implicazioni, sfide e opportunità”, organizzato da Oxford Economics in collaborazione con EY-Parthenon, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma. L’escalation militare nel Golfo Persico ha deteriorato in modo significativo le prospettive economiche globali. L’aumento dei prezzi e la minore disponibilità di energia sono i principali responsabili: anche ipotizzando una riapertura dello Stretto di Hormuz nei prossimi mesi, i flussi commerciali ed energetici tornerebbero alla normalità solo gradualmente, con effetti economici destinati a protrarsi oltre il termine del conflitto armato. “La guerra con l’Iran rappresenta uno shock stagflazionistico per l’economia globale: frena la crescita e, al tempo stesso, alimenta l’inflazione – sottolinea Nicola Nobile, Associate Director di Oxford Economics -. Lo scenario centrale resta quello di un rallentamento, non di una recessione globale. Tuttavia, data l’incertezza, sarebbe riduttivo limitare l’analisi a un solo scenario. In caso di conflitto prolungato – ad esempio con lo Stretto di Hormuz chiuso fino all’autunno – lo shock energetico potrebbe intensificarsi e trasformare il rallentamento in una recessione globale”. In uno scenario più negativo, con lo Stretto di Hormuz chiuso fino all’autunno, rotte alternative sotto attacco e danni più duraturi alle infrastrutture energetiche, le conseguenze economiche della crisi si aggraverebbero. Il prezzo del petrolio Brent potrebbe salire fino a circa 190 dollari al barile e restare sopra i 150 dollari per circa quattro mesi, mentre la crescita mondiale rallenterebbe attorno all’1,5% nel 2026, con una contrazione a metà anno.

Related posts

Censimento Agricoltura, aziende sempre più grandi e strutturate. Le valutazioni di Confagricoltura

Redazione Ore 12

Redditi italiani e fisco, aumentano le diseguaglianze

Redazione Ore 12

Fatturato dell’industria e dei servizi ancora in calo. Il Report di Istat

Redazione Ore 12