La guerra di Trump

Teheran: “Stop ad accordo se Usa non rispetteranno impegni”. La preoccupazione dell’Ue

E’ ormai a un punto di non ritorno l’accordo sul quale avevano messo la firma Trump ed il regime degli Ayatollah. Gli attacchi dei Pasdaran alle navi ina navigazione nello Stretto di Ormuz e la reazione degli Usa, hanno di fatto sepolto quell’intesa, Grande la preoccupazione in tutto il mondo e soprattutto nell’Ue. “Nessuno può accusare l’Iran di aver violato un accordo.

In tutti i casi, i doveri nostri e della controparte sono chiari, ed è documentabile che l’altra parte, con varie scuse, ha violato diverse sezioni del memorandum d’intesa. Continueremo ad agire nello stesso modo anche in futuro. Finché la controparte continuerà il processo di violazione dei propri impegni, l’Iran si asterrà reciprocamente dall’attuare gli obblighi che aveva assunto”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, in una conferenza stampa ripresa dall’agenzia Irna.

“Non c’è dubbio che l’intesa sia entrata in una fase di crisi, tuttavia dobbiamo tenere presente che la Repubblica Islamica dell’Iran non è mai stata la prima a violare i propri impegni. Dichiariamo con orgoglio che la Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre partecipato a ogni negoziato con serietà, attenzione e considerando gli interessi e il bene del popolo iraniano, e ogni volta che ha raggiunto un’intesa ha agito nell’adempimento dei propri obblighi con buona fede e determinazione”, ha sottolineato. “La parte che ha costantemente violato gli accordi è quella americana. Bisogna considerare che erano così impazienti nel rompere gli impegni che non hanno nemmeno permesso il trascorrere del periodo di un mese previsto dal punto 5 del memorandum d’intesa, relativo agli obblighi dell’Iran riguardo allo Stretto di Hormuz, iniziando fin dai primi giorni a cercare scuse e a fare marcia indietro”, ha aggiunto.

Iran: Kallas (Ue), accordo per cessate il fuoco non regge

“Il memorandum d’intesa” per il cessate il fuoco tra Usa e Iran “è in vigore, ma non sta realmente reggendo, e stiamo discutendo cos’altro possiamo fare, quali messaggi possiamo inviare affinché lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e venga rispettata la libertà di navigazione. Non possono esserci pedaggi né tariffe per la navigazione in quell’area”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. “Avremo anche un pranzo con i partner del Golfo riguardo alla sicurezza della regione”, ha spiegato. “Il memorandum serve anche a creare una pausa per negoziare le questioni più difficili e l’Ue ha molta esperienza, ad esempio, in materia nucleare. Abbiamo offerto le nostre competenze e le nostre persone, che potrebbero essere coinvolte nei negoziati e contribuire a mettere insieme queste questioni”, ha proseguito. “Stiamo quindi discutendo seriamente di come assicurarci di essere presenti al tavolo dei negoziati, affinché la nostra voce venga ascoltata, perché i Paesi del Golfo vivono nella vicinanza dell’Iran e tutte queste dinamiche hanno un effetto su di loro, ma anche su di noi. Su questo punto abbiamo una visione molto simile”, ha sottolineato.

Red

 

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