“La tortura, così come il crimine di genocidio, hanno una finalità: accelerare la pulizia etnica della Palestina, continuando a scacciare il popolo palestinese dalle sue terre”. Lo ha dichiarato la relatrice speciale Onu Francesca Albanese, a margine della presentazione del suo rapporto al Senato. “Chi sopravvive alla tortura non può più tornare alla propria vita: la distrugge, come lo stupro. E il genocidio distrugge il popolo”, ha aggiunto. “Non ci sono soltanto le donne: ci sono minori, bambini e uomini sottoposti a tortura”, ha aggiunto Albanese. “La violenza sessuale e i pestaggi nell’area genitale sono stati una costante negli ultimi due anni e mezzo”, ha detto, “c’è una valenza simbolica: fermare la riproduzione e la ricostituzione del popolo palestinese”.
Ue blocchi effetto sanzioni Usa
“Bisogna fare pressione sull’Unione europea, affinché ponga in essere lo statuto di blocco dell’effetto delle sanzioni statunitensi in territorio europeo. Non c’è per il momento altra soluzione, ma anche questa è una soluzione di breve periodo. Lo statuto di blocco già c’è, va allargato ai giudici e ai procuratori della Corte penale internazionale, a me e alle organizzazioni palestinesi che sono state punite”. C’è qualcuno che ha definito le sanzioni statunitensi come una condanna alla sparizione civile. È vero, nel senso che fa spavento”, ha dichiarato Albanese. “Com’è possibile che delle sanzioni americane impediscano a delle banche italiane o europee di aprire un conto bancario alla persona sanzionata, anche quando si tratta di un funzionario delle Nazioni Unite, oppure di un giudice o un procuratore della Corte penale internazionale con cittadinanza di uno dei paesi europei? Com’è possibile che un’assicurazione medica si rifiuti di rimborsare le spese mediche perché è collegata a imprese americane?”, ha aggiunto Albanese, “chi è sanzionato non è più indipendente. Io ho due figli minorenni e, se fossi da sola, non sarei capace di provvedere ad alcuna delle loro spese. Non potrei espletare quasi nessuna delle funzioni che richiedono uno strumento finanziario.
Sanzioni Usa violano mia libertà di espressione
“Il giudice si è espresso sul fatto che io sia stata punita per aver esercitato la libertà di espressione”. Lo ha dichiarato Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati, parlando delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei suoi confronti. Albanese ha spiegato che “le sanzioni erano state sospese a seguito della decisione del giudice, ma poi l’amministrazione americana ha fatto ricorso contro la sospensione”.”Questo ha fatto immediatamente scattare la revoca della sospensione stessa”, ha aggiunto. “La mia famiglia non ha avuto altra scelta che ricorrere alla giustizia negli Stati Uniti”, ha detto Albanese, “io sono protetta come esperto indipendente delle Nazioni Unite” dalla Convenzione sui privilegi e le immunità. “Siamo stati sanzionati e privati della possibilità di funzionare nello spazio civile che è concesso a tutti voi”, ha rimarcato.
Sanzionata da Usa per il mio lavoro Onu
“Sono stata sanzionata per il lavoro che ho fatto come relatrice speciale. Non è colpa mia se ho questo mandato da parte delle Nazioni Unite. Sono le Nazioni Unite che mi chiedono di investigare le violazioni che Israele, in quanto potenza occupante, commette nel territorio palestinese occupato. Ed è quello che faccio”, ha aggiunto Albanese, “se avessi svolto questo lavoro con il rigore che lo contraddistingue su Iran, Sri Lanka, Eritrea o Russia sarei stata celebrata, sarei stata il f
iore all’occhiello di questo Paese”. Secondo Albanese, “le Nazioni Unite non sono riuscite a proteggermi” e “l’organizzazione rischia di collassare” perché “questa amministrazione statunitense mette a rischio il multilateralismo costruito in 80 anni”.
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