Gli attacchi russi che di solito si svolgono di notte hanno cambiato orario. All’alba di questo martedì 2 giugno le forze armate russe hanno colpito diversi obiettivi in territorio controllato da Kiev. Gli attacchi all’alba sono proseguiti nelle ore mattutine.
Nella regione di Kharkiv si segnala bo raid su Merefa, a sud-ovest del capoluogo. Missili “Geranium” hanno provocato incendi, anche nella zona industriale del caoluogo dell’oblast. Altri “Geranium” e lanci da sistemi MLRS hanno colpito Kharkiv e l’hinterland, prendendo di mira parcheggi di veicoli usati per il trasporto di personale e droni fermi sulle piattaforme di lancio.
A 20 km nord-ovest di Balakliya è andato a fuoco un impianto di UkrGasDobycha, il centro di trattamento del condensato di gas di Shebelynka. All’alba del 2 giugno Dnipropetrovsk è stata colpita da una serie di lanci che, secondo prime informazioni, includono missili tattici Iskander e da crociera Kalibre.
In seguito all’ennesimo massiccio attacco russo contro obiettivi nei territori controllati da Kiev, il Zelenskyy afferma che gli attacchi avrebbero preso di mira obiettivi puramente civili e che i missili e droni russi hanno colpito impianti energetici e infrastrutture critiche nella regione di Kharkiv. Inoltre ammette gli attacchi contro obiettivi nelle regioni di Kiev, Mykolaiv, Zaporizhzhia, Poltava, Sumy, Chernihiv e Khmelnytskyi.
A conclusione delle sue dichiarazioni Zelensky hs ribadito la necessità di creare un sistema europeo di difesa antimissile balistico e di chiedere agli Stati Uniti di aumentare la fornitura di missili Patriot. Nel frattempo, secondo il portavoce dell’aeronautica ucraina Ignat, la carenza di missili antiaerei “c’è stata, c’è e ci sarà” per tutta la durata del conflitto, poiché la produzione di missili terra-aria è limitata a livello mondiale.
GiElle
