Esteri

Spagna, il sospetto: c’è una “manina” Usa dietro lo scandalo Zapatero che sta travolgendo Sanchez

di Andrea Muratore (*)

 

Pedro Sanchez è in difficoltà politica sulla scorta della marea montante degli scandali che stanno colpendo il suo Partito Socialista Operaio di Spagna (Psoe), ma una chiave interpretativa articolata potrebbe permettere di inserire sul piano geopolitico globale la partita che sta combattendo l’esecutivo spagnolo. Enric Juliana, vicedirettore del quotidiano catalano La Vanguardia, ha messo in fila diversi punti legati all’assalto giudiziario al Psoe, partito principalmente dalle inchieste contro l’ex primo ministro José Luis Zapatero, analizzando il ruolo statunitense nell’avvio dell’indagine e analizzando come stiano andando di pari passo con un’offensiva comunicativa di matrice americana sulle posizioni politiche del governo Sanchez.

 

Il caso Zapatero

Juliana ricorda che “un servizio di intelligence statunitense ha aperto il caso Zapatero”, dato che “l’’HSI (Homeland Security Investigations) ha decifrato il telefono di un imprenditore venezuelano sospetto, fornendo informazioni cruciali alla polizia spagnola”, e facendo aprire una riflessione alle cancellerie europee, consce che “nel contesto delle tensioni attuali, gli Stati Uniti possono condurre operazioni di intelligence su politici europei”. Fatto sulla carta noto da tempo ma che si tende a dimenticare (il caso Snowden è uscito dalla mente di molti). Questo non significa, chiaramente, negare gli addebiti concreti a Zapatero, che andranno investigati e paiono quantomeno gravi, ma capire in che misura ci possa essere una convergenza politica tra l’apertura di casi giudiziari e il preciso contesto politico in cui si muove un Paese.

 

I presunti legami di Zapatero con Huawei, Air China e altri gruppi cinesi sono scrutinati e sono stati trasformati in critica politica. Benjamín León,ha criticato duramente i legami della Spagna con la Cina e gli affari fatti da Sanchez nei suoi incontri con Xi Jinping, sottolineando come Madrid rischi di incentivare una deriva pericolosa per la stabilità del campo occidentale, citando esplicitamente proprio Huawei tra le aziende con cui i rapporti risulterebbero problematici sul versante securitario. Inoltre, gli addebiti sui legami tra Zapatero e il Venezuela sono politicamente rilevanti oggi che il sistema politico con cui l’ex premier mediò per fare da paciere tra regime e opposizione non esiste più dopo la caduta di Nicolas Maduro.

 

L’autonomia di Sanchez e un governo in crisi

Il risultato politico è stata la messa sotto pressione del governo a guida socialista, la crisi strutturale della coalizione di Sanchez, la richiesta di un voto anticipato prima dell’estate 2027 da parte dell’ex premier del Psoe Felipe Gonzales e degli alleati del Partito Nazionalista Basco, l’apertura di un fronte in Catalogna, dove il governatore socialista Salvador Illa è stato attaccato da Junts, partito dell’ex leader di Barcellona Charles Puigdemont, circa la presenza di Huawei in gare per le reti di telecomunicazione della Generalitat.

La tenuta della coalizione progressista sarà tutta da verificare nei prossimi mesi.

Piove sul bagnato per Sanchez, e la sensazione è che la “manina” che ha accelerato lo scandalo Zapatero abbia colpito proprio sulla sistematica ricerca di vie alternative per la diplomazia e la politica iberica da parte di un governo e di un partito non pienamente allineato al tradizionale contesto occidentale. I giri di valzer di Sanchez con la Cina, la critica all’aumento delle spese militari chiesto dagli Usa alla Nato nel 2025 (5% del Pil), l’opposizione salda a Israele per le condotte a Gaza, il rifiuto di concedere le basi per l’attacco all’Iran, la spinta per un fronte comune europeo e la proposta di regolamentare severamente le piattaforme tecnologiche Usa hanno contribuito a costruire un’agenda autonoma ma sicuramente scomoda. Ora messa a repentaglio dall’appannamento politico dopo 8 anni di governo e dalla tempesta giudiziaria.

 

“Ogni volta che il Psoe supera una linea pericolosa, viene colpito duramente”, chiosa Juliana, la cui testata, di orientamento liberale e centrista, non è accusabile di simpatie pregiudiziali verso la sinistra di governo. Il fatto che ci possa essere non solo evidente cronaca giudiziaria ma anche molta politica e ancor più geopolitica nel caso Zapatero e nelle pressioni che esercita su Sanchez non può, dunque, essere scartato a priori.

(*) InsideOver

Related posts

“Dal Nilo all’Eufrate, sarebbe giusto se prendessero tutto”. La confessione di Huckabee che smaschera il sionismo cristiano

Redazione Ore 12

  Equador, sangue sulla campagna elettorale. Assassinato candidato Presidente

Redazione Ore 12

Brucia l’isola di Creta, evacuati hotel e case nelle località turistiche a Ierapetra

Redazione Ore 12