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Ue: leader in Montenegro per summit Balcani, allargamento tra priorità Bruxelles

L’Unione europea punta ad accelerare sull’allargamento. Al summit Ue-Balcani a Tivat, in Montenegro, sono attesi 23 leader europei, oltre ai 6 dei Paesi dei Balcani occidentali, su invito del presidente montenegrino Jakov Milatovic e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

ll tema è ‘Prosperità e stabilità condivise tra l’Ue e i Balcani occidentali’ e i capi di Stato e di governo discuteranno dell’impegno europeo per l’adesione, dei progressi compiuti nella graduale integrazione, in particolare attraverso il Piano di crescita per i Balcani occidentali, e di sicurezza e difesa. Questa sera la cena per per celebrare il 20esimo anniversario dell’indipendenza del Paese.

Al vertice, la Ue sarà rappresentata anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dall’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. In ‘pole position’ per l’ingresso in Europa ci sono Albania e Montenegro. Tirana ha completato i parametri intermedi richiesti per il Cluster 1 sui fondamentali, che comprende il funzionamento delle istituzioni democratiche, la riforma della pubblica amministrazione, i capitoli sullo Stato di diritto e i criteri economici. Hanno preso poi il via i lavori per la redazione del futuro Trattato di adesione di Podgorica, la più avanzata nel percorso europeo, dopo la creazione del gruppo di lavoro ad hoc. “L’Unione europea non aveva da anni un gruppo di lavoro incaricato di preparare un trattato di adesione. È un fatto estremamente concreto e fa partire il conto alla rovescia per il prossimo allargamento”, sottolinea una fonte senza però fornire le tempistiche. Tra i leader europei che partecipano al vertice Ue-Balcani c’è anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’Italia è da tempo tra i principali promotori dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea, impegnandosi affinché ai Paesi della regione sia garantita una prospettiva concreta e credibile di adesione. I Balcani occidentali non si collocano ai margini dell’Europa, ma ne rappresentano un’area centrale di cerniera tra Est e Ovest. In tale quadro, l’Italia è impegnata nel sostenere un approccio strategico che, pur nella complessità delle sfide dell’area, riconosca la necessità di offrire a questi Stati una chiara prospettiva di integrazione.

Secondo quanto riferito da fonti italiane, l’allargamento comporta inevitabili sfide, ma è ampiamente condivisa la convinzione che l’integrazione dei Balcani occidentali costituisca un investimento strategico per la sicurezza e la stabilità dell’Europa, anche alla luce del contesto internazionale attuale.  Il summit prende avvio alle 12 con una sessione plenaria dedicata all’esame dei progressi compiuti nel processo di integrazione graduale dei Balcani occidentali nell’Unione europea, anche alla luce dell’attuazione del Piano di Crescita per la regione. Saranno, inoltre, discusse le principali sfide internazionali che interessano il continente europeo e sulle possibili risposte comuni per affrontarle efficacemente. Alle 14 seguirà una colazione di lavoro incentrata sul processo di allargamento dell’Unione europea, con particolare attenzione alle opportunità e alle criticità che caratterizzano il percorso di adesione dei sei partner balcanici.

La discussione verterà anche sulle possibili iniziative volte a favorire un più stretto allineamento dei Paesi della regione ai valori, ai principi e alle politiche dell’Unione europea. La prospettiva di integrazione europea della regione, sancita dalla Dichiarazione di Salonicco del 2003, resta il principale strumento per promuovere stabilità e prosperità. L’Unione sostiene, inoltre, la riconciliazione regionale, rafforza la cooperazione in materia di sicurezza e difesa e contribuisce ad accrescere la resilienza della regione di fronte alle sfide geopolitiche, energetiche e ibride. L’Unione europea è il principale partner economico e commerciale dei Balcani occidentali, nonché il primo investitore e donatore della regione. Le relazioni con i singoli Paesi sono disciplinate dagli Accordi di stabilizzazione e associazione, che costituiscono il quadro di riferimento per la cooperazione politica, economica e commerciale e accompagnano il percorso di avvicinamento all’Ue. Tali accordi sono in vigore con Macedonia del Nord (2001), Albania (2006), Montenegro (2007), Serbia e Bosnia-Erzegovina (2008) e Kosovo (2016).

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