dall’inviata Laura Carcano
(LaPresse)- Il presidente di Emanuele Orsini rivendica l’indipendenza di Confindustria dalla politica. E lo fa dal palco del 55mo convegno dei Giovani di Confindustria a Rapallo. Il numero uno di Viale dell’Astronomia, dopo l’assemblea generale della scorsa settimana, sgombra il campo dalle “parole lette”, cioè dalle speculazioni giornalistiche su un suo endorsement al governo Meloni.
“Confindustria non sta con nessuno e non ci faremo tirare la giacca da nessuno, è apartitica e apolitica. – scandisce dal palco Orsini-. Sta con i progetti, con le cose che fanno bene alle famiglie e alle imprese”. Le parole del leader degli industriali italiani sono dirette: “non ci faremo tirare la giacca da nessuno”. Un discorso calato in un clima generale, fatto anche di polemiche e che il leader di Confindustria derubrica così: “Credo che parlare di campagna elettorale a 500 giorni dal voto sia una pazzia”. Sulla questione energetica Orsini chiede un cambio di approccio: “Bisogna cambiare la narrazione nazionale e ovviamente regionale, e fare quadrato- dice- quindi le rinnovabili devono essere messe a terra velocemente”. E parla dei 14 miliardi di euro che “arrivano dall’Europa”, concessi dall’Unione con la flessibilità di bilancio, e che “devono essere usati nel modo giusto”. E per il presidente di Confindustria un Energy Release 2.0 “può essere una via per aiutare le imprese ma ovviamente anche le famiglie”, cioè un meccanismo finalizzato a favorire l’installazione di nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili realizzata da clienti finali energivori. Orsini è critico con Bruxelles: “L’Europa sta sbagliando le politiche per mantenere l’industria nel nostro continente, e bisogna dirlo. – dice-.Io sono europeista convinto ma serve rapidità, servono risposte e ciò non vuol dire essere contro l’Europa, vuol dire volere il suo bene”. Usa una metafora: “Vorrei fare un po’ come il papa’ che sgrida il figlio e sbaglia, noi da imprenditori dobbiamo dire all’Europa se sta sbagliando”. Lo scenario che porterà da qui a fine legislatura vedrà Confindustria “continuare a fare il suo mestiere, dire le cose che funzionano e non funzionano, parlare con tutti i partiti”, assicura Orsini davanti alla platea dei Giovani imprenditori”. E promette: “Non cambieremo il nostro modo di essere indipendenti”. Ai partiti il presidente di Confindustria chiede di mettere “il coraggio” perché “se vogliamo tutti bene a questo paese dobbiamo farlo funzionare”. E tornando sul presunto sostegno all’esecutivo Meloni Orsini smonta le ‘accuse’ mettendo in fila i fatti degli ultimi giorni: “facciamo la relazione” all’assemblea di Viale dell’Astronomia “martedì, il governatore della Banca d’Italia Panetta la fa dopo, e più o meno siamo molto allineati. Le stesse cose le dice il presidente della Repubblica. E poi dicono che noi siamo schierati?”. Insomma, accuse (o speculazioni) rispedite al mittente.
