di Marino Marini
“Banco Bpm propone a Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un’operazione di aggregazione”. Lo comunica Bpm in una nota. “In data odierna, il Consiglio di Amministrazione di Banco Bpm ha deliberato all’unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. una comunicazione nella quale Banco Bpm ha rappresentato il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti”.
Operazione amplierebbe perimetro opzioni strategiche. Gruppo da 50 mld di capitalizzazione
“L’operazione consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche anche con riferimento alla partecipazione attualmente detenuta da Banca Monte dei Paschi di Siena in Assicurazioni Generali”. La combinazione fra Banco Bpm e Mps “porterebbe a una capitalizzazione di Borsa del Gruppo superiore a Euro 50 miliardi, con rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali”.
Sinergie stimate da aggregazione con Mps per oltre 1,1 mld
“L’operazione presenta un significativo potenziale sinergico, stimato in oltre Euro 1,1 miliardi al lordo delle imposte – di cui oltre Euro 650 milioni di sinergie di costo e oltre Euro 450 milioni di sinergie di ricavo – con un limitato rischio di esecuzione”.
Con Mps benefici derivanti da partecipazione in Generali e con Mediobanca
“L’operazione” di aggregazione fra Bpm e Mps “si fonderebbe su un chiaro razionale strategico, basato su una serie di elementi chiave che, nel loro insieme, esprimono i principali driver di creazione di valore del Gruppo risultante dall’aggregazione”, fra cui “ulteriori benefici derivanti dalla partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A., la cui decisiva rilevanza consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche a disposizione del Gruppo, nell’interesse degli azionisti di tutte leì entità e dei rispettivi stakeholders”. E ancora – continua Bpm nella nota- consentirebbe “complementarità industriale delle fabbriche prodotto ed elevato upside derivante dalla loro possibile ottimizzazione, con riferimento sia alle attività storicamente esternalizzate da Mps e recentemente internalizzate da Banco Bpm, sia alle fabbriche prodotto complementari apportate dal polo Mps–Mediobanca”. Inoltre – prosegue la nota – l’operazione consentirebbe “la creazione di un nuovo campione nazionale, secondo operatore bancario domestico per dimensioni, in grado di far fronte alle nuove sfide dettate dall’evoluzione del mercato bancario e di sostenere la crescita del Paese; integrazione geografica con una copertura completa su tutto il territorio nazionale, con una radicata presenza nelle regioni italiane a maggiore potenziale (in particolare, primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto) e un rafforzamento del posizionamento competitivo anche in diverse regioni del Centro e del Sud Italia”.
Operazione consentirebbe creazione nuovo leader di mercato
“L’operazione consentirebbe la creazione di un nuovo leader di mercato, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà e il loro forte legame con i territori di riferimento. In quanto operazione concordata e sviluppata secondo un approccio di merger of equals, il percorso di integrazione favorirebbe una realizzazione più efficace dell’aggregazione, una minimizzazione del rischio di esecuzione e una piena valorizzazione delle complementarità industriali, a beneficio degli azionisti e di tutti gli stakeholder, contribuendo al contempo al rafforzamento del sistema bancario italiano”.
Con Mps salvaguardate sedi storiche, equilibrio in governance
“Il nuovo Gruppo” che nascerebbe dall’aggegrazione fra Bpm e Mps “avrebbe un assetto di governance improntato a criteri di equilibrio e rappresentatività, nonché alla salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche e del radicamento territoriale” e “avrebbe un assetto di governance improntato a criteri di equilibrio e rappresentatività, nonché alla salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche e del radicamento territoriale”. Lo comunica Banco Bpm, in una nota, in cui annuncia di proporre a Mps di “discutere e concordare un’operazione di aggregazione”.
