Cronaca

Caso Cospito: tribunale sorveglianza si riserva decisione su ricorso contro carcere duro

di Emilio Orlando (*)
Roma, 12 giu. (LaPresse) – Si dovrà attendere ancora una decina di giorni per conoscere la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma sul ricorso presentato da Alfredo Cospito contro la proroga del regime di 41 bis. Al termine dell’udienza svolta questa mattina, i giudici si sono riservati la decisione sulla contestazione avanzata dalla difesa dell’anarchico detenuto nel carcere di Sassari contro il decreto con cui il Ministero della Giustizia, alla fine di aprile, ha prorogato di altri due anni il carcere duro. Il provvedimento ministeriale, composto da 75 pagine, richiama i pareri favorevoli della Direzione nazionale antimafia, della Direzione distrettuale antimafia di Torino e della Direzione centrale della polizia di prevenzione. Secondo tali valutazioni, Cospito continuerebbe a rappresentare un punto di riferimento per ambienti anarchici radicali e un eventuale allentamento delle restrizioni potrebbe consentirgli di ristabilire collegamenti con l’esterno. Proprio questo punto, però, è finito al centro dell’udienza in aula. La difesa, rappresentata dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, ha contestato l’attualità delle motivazioni alla base della proroga, sostenendo che il quadro descritto dal Ministero si fonderebbe in larga parte su ricostruzioni ormai superate dagli sviluppi giudiziari degli ultimi anni. Tra gli elementi richiamati nel decreto compare anche l’esplosione avvenuta il 19 marzo scorso nel Parco degli Acquedotti a Roma, costata la vita a Sandro Mercogliano e Sara Ardizzone (quest’ultima figura tra i tredici imputati del processo che prenderà il via il prossimo 22 giugno). Per gli investigatori l’episodio confermerebbe l’esistenza di circuiti anarchici ancora attivi e radicalizzati. Una lettura che la difesa respinge, ricordando come nessuna delle due persone coinvolte risultasse appartenente alla Federazione anarchica informale. Mercogliano era stato assolto dall’accusa di partecipazione alla Fai nel procedimento Scripta Manent, mentre Ardizzone figurava tra gli assolti nell’inchiesta perugina Sibilla legata alla rivista anarchica ‘Vetriolo’. Nel corso dell’udienza è emersa anche un’altra questione relativa al frequente richiamo, nelle motivazioni del rinnovo del 41 bis, a inchieste e procedimenti che nel tempo hanno visto cadere proprio le accuse associative più gravi. Dalla vicenda Vetriolo all’operazione Byalistok del 2020, numerosi processi citati a sostegno della pericolosità dell’area anarchica si sono conclusi senza confermare le ipotesi inizialmente formulate dagli inquirenti. Per il Ministero e gli organi investigativi, tuttavia, Cospito manterrebbe ancora oggi una capacità di influenza tale da giustificare il regime speciale. Nelle carte si sostiene inoltre che il detenuto potrebbe continuare a ricevere informazioni dall’esterno attraverso i colloqui con la sorella. Un’affermazione che la difesa considera priva di elementi concreti e non supportata da evidenze specifiche. All’esterno del tribunale si è svolto un presidio di solidarietà nei confronti del detenuto. Un’altra iniziativa è stata annunciata per il 22 giugno a piazzale Clodio, in concomitanza con una delle udienze del processo relativo ai disordini seguiti al corteo di Trastevere del gennaio 2023.
(*) La Presse

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