“Le crisi internazionali hanno ovviamente dominato l’agenda in questi due giorni di G7, in particolare la guerra in Ucraina e i più recenti sviluppi della situazione in Medio Oriente e nel Golfo. Sull’Ucraina, come sapete, abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che certa propaganda russa continua a cercare di vendere. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev, mantenendo alta la pressione su Mosca. Sono molto contenta del fatto che su questo ci sia piena convergenza, l’unità dell’Occidente, la fermezza dell’Occidente è uno degli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha qui dimostrato una attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian.
Riproporrò mediatore Ue, deve essere di Paese medio-piccolo
Quella di un mediatore europeo per l’Ucraina “è una materia che va sviluppata all’interno del Consiglio europeo”, “la proposta verrà reiterata, io continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l’Europa può fare, perché sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l’autorevolezza e l’autorità per parlare a nome dell’Europa nel suo complesso”. Quanto al profilo,fa sapere Meloni, “io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi Paesi europei”, quindi “mi rivolgerei verso le medie potenze dell’Unione europea”.
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