“Stiamo assistendo tra social e parte della stampa a tutto un fiorire abnorme, ingiusto e potenzialmente lesivo di una ridda di ipotesi e pseudo moventi su quello che resta – unico dato fermo – un brutale assassinio. Si sente parlare anche di questioni ereditarie che al momento non sembrano avere motivo di esistere e dignità giuridica: entrambi i genitori di Chiara sono ancora in vita e di conseguenza non vi é alcuna eredità di cui discutere”. Così l’avvocato Luca Pavanetto, legale della famiglia di Chiara Guerra, l’insegnante di 53 anni uccisa a San Stino di Livenza dal nipote 17enne.
“Riteniamo che associare o ridurre la luminosa aura di Chiara e la sua dolorosissima scomparsa a meri dissidi economici sia paradossalmente, un ulteriore danno che viene arrecato alla sua bellissima immagine”, prosegue il legale che redarguisce come “ipotizzare motivi o questioni sepolte nel tempo per immaginare scenari allo stato nemmeno preventivabili, sia un comportamento che riteniamo non consentito. Non sarà permesso a nessuno di infierire anche, involontariamente, su ciò che rimane di più prezioso da tutelare per le vie assolute e cioè, la memoria di Chiara: un animo raro e gentile di una donna ed insegnante stimata ed amata da tutti”. L’avvocato Pavanetto chiarisce che i familiari di Chiara Guerra “non vogliono assolutamente una spettacolarizzazione della giustizia né alcun processo mediatico. Desiderano unicamente rispetto e riservatezza, qualità che ha sempre caratterizzato la vita di Chiara. Riservatezza, rispetto massimo delle indagini svolte e dell’ottimo lavoro degli inquirenti, nonché del segreto professionale di tutti i soggetti coinvolti, è quello che pretendiamo e sul quale vigileremo”.
