Economia e Lavoro

Banche: Abi, accelerano prestiti a imprese e famiglie, a maggio +3% annuo

 

di Orietta Migliori

A maggio 2026, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3% su base annua, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+2,9%), proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. Lo rileva l’Abi nel Rapporto mensile. Per le famiglie è il diciassettesimo mese consecutivo di incremento e per le imprese è l’undicesimo mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, ad aprile 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese del 3,1%. “Accelera la tendenza. Siamo tornati ai livelli di crescita di novembre 2022”, spiega il vicedirettore generale vicario Abi, Gianfranco Torriero, sottolineando che “la crescita del 3,1% non si registrava da prima della guerra Ucraina-Russa”. Complessivamente anche la dinamica della raccolta presenta andamenti positivi. La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 100,4 miliardi tra aprile 2025 e aprile 2026 (39,5 miliardi famiglie, 15,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a maggio 2026 è risultata in aumento del 2,6% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024. A maggio 2026 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,3% su base annua (+2,9% il mese precedente). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a maggio 2026 è aumentata del 5,0% rispetto ad un anno prima (+4,2% nel mese precedente).

Tasso mutui in lieve aumento a 3,49%, in calo su prestiti a imprese

A maggio il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato il 3,49%, in aumento di +2 centesimi rispetto al mese precedente, ma ancora sotto il 4,42% registrato a dicembre 2023. Cala invece il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, sceso al 3,51% rispetto al 3,56% del mese precedente e sotto di questi due punti rispetto al 5,45% a dicembre 2023. “C’è un minimo di volatilità nell’andamento dei tassi, connessa alla situazione positiva. È probabile che nei prossimi mesi, se viene mantenuta questa situazione più favorevole, di pace, ne risentiranno anche le condizioni generali”, spiega il vicedirettore generale vicario Abi, Gianfranco Torriero.

Crediti deteriorati in calo a 25,9 miliardi ad aprile

Ad aprile 2026, i crediti deteriorati netti, cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche, ammontano a 25,9 miliardi di euro, in netto calo 27,7 miliardi di dicembre 2025 e ai 31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono sultati in calo di oltre 170 miliardi.

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