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Basilicata: l’area sud entra nella Rete mondiale del turismo religioso

La statua del 'Cristo' di Maratea (Potenza)

Dopo le recenti adesioni di Perù e Messico, anche l’area sud della Basilicata entra a far parte del World Religious Tourism Network, la Rete mondiale del turismo religioso presente in 18 Paesi e impegnata nella promozione del turismo spirituale come strumento di dialogo tra i popoli, valorizzazione delle identità territoriali e sviluppo sostenibile. L’ingresso nella rete internazionale rappresenta un passaggio strategico per i 27 Comuni del GAL (Gruppo di azione locale) ‘La cittadella del sapere’, che comprendono Maratea, il Lagonegrese, la Val Sarmento, il Pollino, l’Alto Sinni e la Val d’Agri, territori ricchi di patrimonio religioso, culturale e ambientale, oggi chiamati ad affrontare una delle principali sfide del nostro tempo: lo spopolamento delle aree interne. La richiesta di adesione è stata promossa dal GAL ‘La Cittadella del Sapere’, organismo impegnato nello sviluppo integrato del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dell’area sud della Basilicata nei circuiti internazionali del turismo culturale e spirituale e di creare nuove opportunità di crescita per le comunità locali. L’accordo è stato definito nell’ambito della Rete mondiale del turismo religioso, coordinata a livello europeo da Edit Székely. La rete continua a espandersi a livello globale con l’adesione di nuovi Paesi e territori interessati a promuovere il turismo religioso come leva di sviluppo, dialogo e cooperazione internazionale. A sostenere il percorso di ingresso del territorio lucano sono stati Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della Rete mondiale del turismo religioso, e Nicola Timpone, direttore generale del GAL ‘La Cittadella del Sapere’ e Direttore del Festival internazionale del cinema Marateale, con il contributo istituzionale del presidente del GAL, Franco Muscolino. “L’ingresso nella Rete mondiale del turismo religioso rappresenta un’importante opportunità di crescita e di credibilità internazionale per l’intero territorio dell’Area Sud della Basilicata – sottolinea Nicola Timpone -. Entrare in una rete presente in 18 Paesi significa rafforzare la visibilità internazionale del territorio e creare nuove occasioni di sviluppo per le nostre comunità”. Per territori caratterizzati da piccoli borghi, tradizioni secolari e un forte patrimonio identitario, il turismo religioso può rappresentare una concreta opportunità di sviluppo sostenibile. A differenza di altre forme di turismo stagionale, esso genera flussi distribuiti durante l’intero anno, favorisce la permanenza dei visitatori, sostiene le attività economiche locali e contribuisce a mantenere vivi i centri storici e le comunità dell’entroterra. L’area sud della Basilicata dispone di un patrimonio spirituale e religioso di straordinario valore. Maratea, nota come la ‘Città delle 44 chiese’, custodisce la Basilica di San Biagio e il celebre Cristo Redentore che domina il Golfo di Policastro. Il Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano rappresenta il cuore della devozione mariana lucana, mentre il Santuario della Madonna del Monte Sirino e numerosi altri luoghi di culto e pellegrinaggio testimoniano una tradizione religiosa profondamente radicata nel territorio. A questo patrimonio si aggiungono i paesaggi del Pollino, della Val d’Agri, del Lagonegrese e dell’Appennino Lucano, che fanno dell’area sud della Basilicata un autentico itinerario spirituale diffuso, dove fede, cultura, natura e identità locale si intrecciano in un’esperienza unica.

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