di Marzio Scipione
Funzionari del governo dello Yemen hanno riferito che i ribelli Houthi hanno sferrato attacchi nell’area centrale del paese causando la morte di almeno 30 soldati governativi e il ferimento di almeno altri 50.
Gli attacchi hanno colpito accampamenti delle forze del governo riconosciuto a livello internazionale nelle province di Marib e Hadhramaut, hanno precisato i funzionari, che hanno parlato a condizione di anonimato poiché non autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai media. Gli attacchi hanno rappresentato una grave escalation rispetto alla tregua di fatto in vigore nello Yemen dall’aprile 2022, che aveva posto fine ai principali scontri tra gli Houthi, sostenuti dall’Iran, e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che appoggia il governo riconosciuto a livello internazionale.
L’esercito yemenita ha segnalato attacchi da parte degli Houthi contro i propri accampamenti, che hanno causato morti e feriti tra le truppe, ma non ha fornito il bilancio delle vittime. Gli Houthi non hanno commentato l’attacco, ma hanno dichiarato che a breve sarebbe stato diffuso un comunicato su un’operazione militare “di grande portata”, senza fornire ulteriori dettagli. Lo Yemen è coinvolto in una guerra civile dal 2014, quando gli Houthi hanno conquistato la capitale Sanaa, costringendo il governo riconosciuto a livello internazionale all’esilio in Arabia Saudita.
Una coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta alcuni mesi dopo e dal 2015 combatte contro i ribelli nel tentativo di riportare al potere il governo riconosciuto a livello internazionale. Tuttavia, la guerra si è trasformata in un conflitto per procura in fase di stallo, senza che nessuna delle due parti riesca a prevalere.
Houthi rivendicano, vasta operazione militare con centinaia tra morti e feriti
“Le nostre forze armate hanno condotto una vasta e significativa operazione militare contro le mobilitazioni del nemico saudita nelle aree di Al-Ruwyk, Al-Abbar e Al-Thaniyah, nonché contro altri basi”, “impiegando un gran numero di missili balistici e droni”. E’ la rivendicazione diffusa su X dal portavoce delle forze armate yemenite allineate con gli Houthi, Yahya Saree, riguardo l’attacco sferrato “a seguito dell’ulteriore aggressione del criminale nemico saudita, che continua l’assedio e gli attacchi contro il nostro caro popolo yemenita da quasi dodici anni” e nel quale “le nostre forze armate hanno rilevato imponenti mobilitazioni militari saudite nelle loro fasi finali, finalizzate a un’escalation contro le province liberate e il popolo yemenita, nel tentativo di costringerlo ad abbandonare la propria posizione volta alla fine dell’ingiusto assedio”. Nella dichiarazione vengono citati come risultati “l’uccisione e il ferimento di centinaia di mercenari del nemico saudita, la distruzione e l’incendio di un gran numero di campi, concentramenti, depositi e armamenti del nemico saudita nell’area di Al-Wadi’ah, a est del Paese” e “la distruzione di un gran numero di veicoli militari presenti nei campi colpiti”. “Le Forze Armate Yemenite mettono in guardia il criminale nemico saudita dal compiere qualsiasi azione avventata contro il nostro Paese e il nostro popolo, avvertendo che esso sopporterà le conseguenze di qualsiasi escalation”, si legge ancora.
